Strumenti personali
nota

Zapatero e la democrazia

Gli appunti di Navarro Valls (già direttore della sala stampa del Vaticano) al discorso di Zapatero a chiusura del Congresso del Partito socialista spagnolo.

Ho letto con molta attenzione su Repubblica di ieri il discorso pronunciato qualche giorno fa da Zapatero a chiusura del Congresso del Partito socialista spagnolo.

Devo dire che la cosa non è stata faticosa anche per lo stupore che mi hanno suscitato le sue parole. Probabilmente ciò dipende dalla mia abitudine a seguire ormai da tempo le notizie internazionali- e quindi anche quelle della mia Spagna - dall`Italia, iscrivendole all`interno del dibattito politico che avviene qui. Certamente, nel caso di Zapatero si tratta di un discorso efficace, costruito con cura, e, pertanto, idoneo a sintonizzarsi con la frequenza del corpo elettorale della sinistra spagnola.

E un ragionamento significativo, inoltre, perché all`interno si trova una sintesi chiara dei valori che ispirano da sempre la sua linea politica.

Quindi, presumibilmente, anche quella futura.

A dire il vero il primo fatto stupefacente è proprio questo.

Zapatero è un leader nazionale, ormai al governo da alcuni anni, che regge il testimone con un`immagine piuttosto moderna e aggressiva, mentre la sua impostazione culturale rimane legata a una serie di contenuti e a un vocabolario tradizionale, da sempre alla base del socialismo antico. In questo senso, Zapatero più che spingersi verso il futuro, sembra indirizzarsi al futuro nel quadro della linea socialista più conformista.

Malgrado tutto, sembra apprezzabile però un fatto fondamentale. Zapatero pone di nuovo al centro della prospettiva politica non gli interessi, ma le idee: impostazione questa che non possiamo non condividere. Addirittura, per spiegare la sua iniziativa, egli utilizza il lemma spagnolo "Ideas", facendolo diventare un acrostico dantesco che raccoglie nelle iniziali i cinque valori centrali del suo socialismo futuro: uguaglianza, diritti, ecologia, azione e solidarietà.

Non è possibile paragonare questi valori positivi di riequilibrio e di miglioramento della società senza soffermarsi su alcuni atteggiamenti piuttosto diversi tenuti dal leader spagnolo, ai quali egli, purtroppo, ci ha abituati da anni.

Sto pensando allo scontro frontale che Zapatero ha avuto più volte con il mondo religioso e in specie con quello cattolico. Le immagini dei vescovi spagnoli che protestavano in piazza con qualche milione di persone comuni si sommano allo sconcerto di oggi perla sua iniziativa, ribadita in questi giorni concitati del Congresso, di togliere i crocifissi dagli spazi pubblici, quasi si trattasse di svastiche naziste o di simboli offensivi del sentire popolare. Fa impressione pensare al contrasto evidente che appare tra la modernità della battaglia per affermare in Spagna e nel mondo maggiore uguaglianza, maggiori diritti, crescente tutela ambientale e via discorrendo, e l`intransigenza con cui egli vuole eliminare dallo spazio pubblico anche il simbolo religioso più importante della Spagna: il crocifisso. Questa contraddizione, ovviamente, non toglie nulla alla positività delle sue idee programmatiche, benché ne evidenzi forse una certa vacuità ed incoerenza.

Come si può pensare di far crescere i diritti individuali senza rispettare i sentimenti religiosi della maggioranza? Come si può valutare positivamente l`azione di una politica di riforme senza che essa si accompagni ad un reale rispetto del pluralismo presente nella società? Queste domande mi fanno tornare alla situazione italiana:

qui si discute ormai da alcuni mesi se il neonato Partito democratico debba iscriversi o meno nel Partito socialista europeo. Tali perplessità mi fanno pensare che anche le forze politiche che sono più a sinistra o più a destra del Pd non hanno rinunciato ad esibire e riconoscere come fondamentale l`idea di democrazia.

La contraddizione di Zapatero riguarda, invece, proprio il fatto che nelle sue "Ideas" non appaia per nulla neanche l`enunciazione formale della parola democrazia. Questa mancanza, lungi dall`essere marginale, è invece il fulcro della sua politica e anche il suo cuore fragile. O, infatti, egli è convinto che in Spagna vi sia una democrazia realizzata già completamente e in modo sufficiente. E, allora, la sua proposta finisce per diventare molto simile ad un discorso conservatore. Oppure egli ritiene che l`attuazione dei valori che lo ispirano abbiano talmente valore da mettere la democrazia in se- condo piano. E, allora, però egli finisce per essere veramente il sostenitore di una proposta massimalista e totalitaria, degna di altri tempi.

L`assenza dell`idea di democrazia tra le "Ideas", in ogni caso, è particolarmente grave. E lo è soprattutto perché quando si parla di democrazia s`intende veramente il più alto e condiviso valore politico del nostro tempo, un ideale capace di includere tutti gli altri valori, realizzandoli concretamente e apieno.

Democrazia significa pluralismo, rispetto degli altri, tolleranza, valorizzazione delle differenze. Inoltre, la democrazia è un metodo di attuazione politica delle "idee" che passa attraverso la chiusura di una logica di potere egemonico ed esclusivo. Gli ideali politici sono democratici quando contengono al proprio interno una visione moderata ed eterogenea di società, a cui non si propone una scelta di campo radicale che include l`indicazione precisa di un nemico da abbattere o da normalizzare.

In Italia, ad esempio, l`adozione di un metodo democratico, fin dagli anni Sessanta, è stato quanto ha contraddistinto, non solo a sinistra, chi seguiva un modello costituzionale da chi rifiutava di aderirvi.

Il socialismo era pensato già non come la costruzione di una società omogenea, ma come l`attuazione reale della democrazia nella società.

La speranza, alla fine, è che tra le molte e buone idee di Zapatero ricompaia e torni a crescere anche quella più importante e più progressista di tutte. L`idea di democrazia.

 

da http://www.repubblica.it - 07 luglio 2008

Azioni sul documento