Una tassa per pulire il mondo
L'umanità ha solo tre opzioni riguardo ai cambiamenti climatici: subirli, mitigarli oppure adattarsi a loro.
Quale credete sia il prezzo che più si ripercuote su di voi? il cibo? il
carburante? il tasso d'interesse sul mutuo della casa? il prezzo del dollaro?
Sono tutti importanti. I prezzi delle materie prime, l'energia, i tassi
d'interesse o la parità di cambio della valuta determinano la qualità della
nostra vita e riflettono la distribuzione del potere tra nazioni, le nuove
tecnologie o il progresso di alcuni paesi e il declino di altri. Ma c'è un
prezzo di cui si parla poco nonostante sia il più importante per il futuro
dell'umanità: il prezzo dell'emissione dei gas che riscaldano la Terra.
Si parla poco di questo prezzo perché è così basso che nessuno
lo percepisce... per il momento. Il prezzo per sporcare il nostro pianeta - o
la nostra atmosfera - è pericolosamente semplice da ignorare. Voi, ad esempio,
non pagate molto quando riscaldate il pianeta ogni volta che accendete la luce,
vi spostate in macchina, mangiate carne o tagliate un albero. Se doveste pagare
di più cerchereste di ridurre queste azioni, o vi sforzereste per individuare
modalità meno dispendiose e più efficaci per raggiungere gli stessi risultati.
Il fatto è che le conseguenze sono evidenti e che il loro prezzo enorme verrà
pagato dalle future generazioni. E questo è un comportamento suicida.
La comunità scientifica non ha dubbi sul fatto che la Terra si stia riscaldando a
causa dell'attività dell'uomo, che il riscaldamento provochi danni climatici
irreversibili e che le tendenze attuali ci stiano portando verso una situazione
disastrosa. Indubbiamente ci sono degli scettici, ma sono una minoranza con
scarsa credibilità scientifica, la cui spropositata visibilità mediatica
risponde principalmente a interessi economici e politici. In altre occasioni ho
descritto questi "dibattiti indecenti".
L'umanità ha solo tre opzioni riguardo ai cambiamenti climatici: subirli,
mitigarli oppure adattarsi a loro. Molti degli effetti che sopportiamo sono
inevitabili, visto che sono la conseguenza di attività verificatesi in passato.
Per alcuni dei cambiamenti previsti non c'è possibilità alcuna di adattarsi. Il
Bangladesh, il paese più densamente popolato della Terra e uno dei più
vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico, subirà un impatto
devastante. Altri paesi si stanno già adattando, investono nelle
infrastrutture, modificano le politiche agrarie, le normative per la
costruzione e i programmi di sviluppo urbano, turistico e industriale. E
perfino i loro piani militari. Tuttavia, è fondamentale attenuare il problema
imminente. Sebbene si sia già raggiunto un livello d'irreversibilità, è anche
vero che si può limitare il danno che continuiamo a fare giorno dopo giorno.
È essenziale cambiare la direzione del percorso catastrofico che abbiamo
imboccato. È necessario incentivare i paesi, le aziende e gli individui
affinché emettano meno gas che, accumulandosi nell'atmosfera, provocano
l'effetto serra. E, quasi sempre, parlare d'incentivi significa parlare di
prezzi. In questo caso s'intende stabilire un prezzo più alto per i
comportamenti che inducono l'aumento del riscaldamento del pianeta.
Una delle alternative per attenuare il problema è che i paesi trovino un
accordo per quanto riguarda i limiti quantitativi di emissioni totali di gas
serra e che si sviluppi un mercato dove le aziende con produzione eccedente
possano scambiarsi "crediti ambientali" con quelle che producono
emissioni più basse, in modo che queste siano a loro volta compensate per la
migliore condotta ambientale. Questo sistema è conosciuto come "Cap and
Trade".
Un'altra possibilità consiste nello stabilire una carbon tax, sull'energia o
sul combustibile. Una terza opzione è quella di introdurre un prezzo implicito,
il quale è la combinazione d'incentivi e sanzioni che i governi impongono alle
aziende e ai privati per fare in modo che questi prendano decisioni "più
pulite".
Sono scelte impopolari e politicamente rischiose. Inoltre, richiedono un
accordo tra governi che rappresentano interessi molto diversi. Il fallimento
delle trattative a Copenhagen è solo un segnale di quanto sia difficile questo
processo. Tuttavia, ci sono indizi molto più emblematici del fallimento danese:
arrivano dalla natura. Se a breve non si decide di aumentare il prezzo più
importante del mondo, sarà la natura stessa a farlo per noi. E sarà
eccessivamente alto.
(Traduzione di Graziella Filipuzzi)
www.ilsole24ore.com 23 Marzo 2010

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