Strumenti personali
femminismo

Tremate le streghe son tornate

Meno ideologia e nuovi obiettivi dettati da un mondo trasformato.

 

 

Anticipiamo parte di un' intervista a Martha Nussbaum che compare sul nuovo numero di Reset in libreria in questi giorni

Il femminismo non è morto. Anzi, per molti versi ha vinto numerose battaglie negli ultimi decenni. Ma ora è tempo che cambi marcia e registro. Meno ideologia e nuovi obiettivi dettati da un mondo trasformato.

Martha Nussbaum, filosofa della politica tra le più note ed esponente storica del movimento femminista, con realismo vede il bicchiere delle conquiste delle donne riempito per metà. È ora, spiega in questa intervista, di colmare il gap e soprattutto la politica è il campo nel quale c' è più da fare. Il suo ultimo libro pubblicato in Italia è Libertà di coscienzae religione (il Mulino). Nel febbraio del prossimo anno uscirà From Disgust to Humanity: Sexual Orientation and Constitutional Law.

 «In ogni area delle nostre vite - spiega Nussbaum - il femminismo ha realizzato progressi. Eccetto che nella politica». Senza arrivare alle degenarazioni dell' Italia («Berlusconi è un vostro problema», dice) e malgrado si siano imposte negli ultimi mesi figure carismatiche come Michelle Obama e Hillary Clinton, anche negli Usa il numero delle donne in politica rimane lo stesso di quello degli anni Sessanta. Nel nuovo orizzonte multiculturale nuove figure di donne politiche devono nascere, capaci di unire e non di dividere, magari al modo di una donna che Martha Nussbaum conosce bene: Sonia Gandhi. Il femminismo per il XXI secolo è alla ricerca di nuove idee e di nuove icone.

 

Sonia Gandhi può essere un modello globale per le donne in politica?

« Sonia Gandhi - e prima di lei Indira - ha raggiunto il potere grazie alla famiglia. Nessuno lo può negare. Entrambe, tuttavia, hanno dimostrato di essere leader incredibilmente competenti. Indira può essere criticata perché non ha tenuto conto abbastanza dei diritti civili. Ma Sonia ha imparato dagli errori di sua suocera, non ne ha né lo stile arroccato né le paranoie».

 

In cosa è originale Sonia?

 «È contenta di condividere il potere e anche di cederlo. La sua decisione di farsi da parte e non essere Primo ministro nel 2004 è stata nobile e anche molto utile all' India. Insieme a Manmohan Singh sono un ottimo team: lui governa dal centro, lei si occupa degli interessi dei poveri e degli emarginati. Singh non è certo un politico carismatico, per questo è fondamentale che Sonia sia un' oratrice magnifica e abbia un' abilità particolare nell' entrare in contatto con la gente normale e comprendendone le esigenze».

 

In questo momento nella Ue c' è solo un leader politico donna, Angela Merkel, un po' poco, non trova?

«È vero, senza contare il presidente della Finlandia che non è Primo ministro ma ha un potere considerevole. Però è anche vero che Inghilterra, Polonia, Norvegia, Finlandia e Francia hanno avuto donne capo di Stato, come Canada, Nuova Zelanda, Pakistan, India, Bangladesh, Turchia, Israele, Sry Lanka, Filippine, Mongolia, Argentina, Islanda, Rwanda, Burundi, Bermuda, Mozambico, Giamaica, Nicaragua, Repubblica dominicana, Malta e Liberia. Non è poco».

 

E gli Stati Uniti?

« Me lo chiedo spesso. Perché siamo così indietro rispetto a molti altri paesi. Certamente per una donna è più semplice arrivare al potere in un sistema parlamentare piuttosto che in uno come il nostro, nel quale il presidente deve compiere una gara di popolarità. Ma gli Usa rimangono uno Stato tra i più sessisti al mondo, nel quale sono messe in discussione le capacità di leadership delle donne».

 

Il movimento femminista sembra aver perso la spinta che aveva in passato. Si è esaurito un modello di lotta politica?

«Non credo che il femminismo sia esaurito. Se si guarda ai dati, nel mondo c' è un enorme miglioramento nell' istruzione femminile, nella salute delle donne, nella mortalità per parto. Ovviamente, esistono ancora grandi problemi. Per esempio, l' amniocentesi ha provocato una crescita degli aborti selettivi in molte nazioni. Esistono ancora molte battaglie da combattere. In numerose nazioni, le leggi sullo stupro e sulla violenza domestica sono inadeguate, addirittura più di quanto lo erano qualche anno fa. Tuttavia, l' opposizione alla discriminazione sessuale, alle molestie nei luoghi di lavoro ha prodotto un sensibile cambiamento nelle leggi e nella vita stessa».

 

Parliamo di donne e religione. Un fronte relativamente nuovo per il femminismo è l' ingresso delle donne in posizioni di potere nelle grandi fedi.

« Anche in questo ambito ci sono dei recenti cambiamenti negli Stati Uniti. Più del 50 per cento dei rabbini riformati ora sono donne. Il vescovo a capo della Chiesa anglicana degli Usa è una donna. Il clero femminile supererà presto quello maschile in ogni religione esclusa la Chiesa cattolica, nella quale il rifiuto per le donne prete sta portando a una crisi, per la quale i ragazzi americani non vogliono più prendere i voti e tutti i nuovi sacerdoti arrivano da Africa e Sud America e sono fuori dal contesto della società Usa. Così, ogni Chiesa che vuole per sé un futuro sano farebbe bene a coinvolgere le donne!».

 

Insomma, il gender gap lentamente si sta riducendo anche negli Usa.

« Oggi, gli studenti di legge sono negli Usa per metà donne. In ogni area delle nostre vite, il femminismo ha realizzato progressi. Quando ero studentessa nelle università dell' Ivy League non c'era neanche un preside donna. Ora sono la maggioranza: Princeton, Penn, Harvard, Brown. Un cambiamento c' è stato ovunque eccetto che nella politica. Si pensi che ci sono solo poche senatrici in più rispetto al passato e che non ci sono mai state più di due donne tra i nove membri della Corte suprema e, naturalmente, non c' è mai stato una presidente o una vice-presidente del mio paese».

 

http://www.repubblica.it  —  08 ottobre 2009  

Azioni sul documento