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Terra. Il contadino a gettone salva l' agricoltura francese

Cercasi agricoltore disposto a fare il suo mestiere sulle terre incolte di proprietà comunale. Stipendio non elevato, ma garantito…

 

 

Le bacche e i rovi all' origine del nome stavano vincendo su tutto il resto. Le terre incolte erano diventate una costante del paesaggio di Mouroux, un piccolo paese nel dipartimento di Seine et Marne, uno dei più verdi di Francia. Jean Louis Bogard, neoeletto assessore all' Ambiente, ha fatto ricorso alla sua militanza verde per risolvere il problema. «Siamo circondati da fattorie e cascine, ma al mercato non riusciamo a trovare un prodotto nostrano che sia uno». E' la mondializzazione, bellezza. Ma qualcosa, forse, si poteva fare.

E così, nel gennaio di quest' anno, sul sito del Comune è apparso un bando dalle caratteristiche molto particolari. Cercasi agricoltore disposto a fare il suo mestiere sulle terre incolte di proprietà comunale. Stipendio non elevato, ma garantito da una neonata associazione di consumatori che si identifica nei cittadini di Mouroux, decisi ad adottare un contadino per impedire l' avanzata delle erbacce e mangiare sano spendendo poco. Quindici euro ciascuno a settimana, un obolo che ne garantisce duemila mensili al contadino prescelto e dà diritto al ritiro di 6-7 chili di frutta e verdura ogni sette giorni, consegne anche a domicilio.

Oggi Bogard è decisamente di buon umore. «Lei sarà la quinta giornalista che telefona. Ma guardi che non abbiamo inventato nulla, ci siamo semplicemente limitati ad applicare una formula che si sta diffondendo sempre più, in Francia e nel resto del mondo». L' improvvisa notorietà di questo bel villaggio di 4.500 abitanti tagliato in due dalla Statale 34, punteggiato di mulini e corsi d' acqua, è dovuto al reportage che Le Monde gli ha dedicato, facendolo così diventare una capitale ufficiosa della "Community supported agricolture".

In Europa la chiamiamo anche filosofia dell' ultimo chilometro, ovvero l' accorciamento drastico della filiera tra produttore e consumatore. Ma in realtà è nata in Giappone alla fine degli anni Ottanta, dove nel 2004 esistevano migliaia di "Teikei" (rapporti diretti), e oggi si calcola che una famiglia su quattro dipenda da questa formula d' acquisto. In Canadai paesi che si "autogestiscono" la terra e i suoi prodotti sono 1290, negli Stati Uniti esistono 700 "Csa", un centinaio in Gran Bretagna. In Francia ci sono arrivati per gradi, fino al caso di Mouroux, che di fatto ha istituzionalizzato una pratica che fino ad ora aveva sempre riguardato pochi soggetti, tutti privati e immancabilmente bollati come "alternativi". Nel 2001 nasceva la rete nazionale delle "Amap", associazioni per il mantenimento dell' agricoltura di paese. Solo nell' Ile-de-France, la regione di Parigi, esistono un centinaio di queste associazioni che rappresentano e sfamano a modico prezzo circa cinquemila famiglie. «Abbiamo fruttae verdura fresca, e in più ci sentiamo solidali perché diamo da lavorare a gente che ne ha bisogno. Mi sembra perfetto».

L' entusiasmo di Daniel Vuillon, dirigente e fondatore della rete Amap, fa sembrare tutto facile. E' un coltivatore diretto di Tolone, insieme alla moglie Denise manda avanti una fattoria, Les Olivades. Si definisce unico sopravvissuto all' epidemia che ha fatto sparire dalla sua zona 15.000 fattorie. Lui aveva l' antidoto, ovvero il suo gruppo d' acquisto.

Ci sono però delle controindicazioni, che risiedono nella proverbiale litigiosità dei contadini francesi, organizzati in strutture rigide e potenti, che non vedono di buon occhio le novità. E poi, quella che Christophe, l' agricoltore "prescelto" di Mouroux, il vincitore del bando, anche perché l' unico a presentarsi, chiama «la difficile armonizzazione dei gusti». I cicli di semina e il tipo di colture vengono decise all' inizio dell' anno, in assemblee generali piuttosto affollate dove viene messo all' ordine del giorno il voto a maggioranza che deve far prevalere le zucchine piuttosto che le carote. Non è un processo facile, dice Christophe, che in pochi mesi ha già dovuto superare una delicata trattativa sugli sorte degli asparagi, che ha diviso il suo gruppo d' acquisto. Vuillon e la moglie hanno ovviato con una newsletter nella quale danno conto delle condizioni dell' orto, favoriscono lo scambio di ricette, organizzano picnic e forniscono aggiornamenti in tempo reale: «Affrettatevi, l' uva è matura». Ma entrambi ammettono che il vero problema rimane questo: si litiga, come in ogni condominio di ogni città.

 

 

 

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