Si va verso legge anticostituzionale
Si sta creando, o si cercano di creare le premesse per una legge proibizionista e negatrice del diritto fondamentale a governare liberamente la propria vita, qual è quella di cui è appena cominciata la discussione in Parlamento.
La vicenda di Eluana Englaro sembra non avere mai fine.
Erano prevedibili le manifestazioni di dissenso da parte di alcuni gruppi, sono
del tutto ingiustificabili le parole aggressive, fuori misura di appartenenti
al mondo politico, e continua a sorprendere e a preoccupare il fatto che
autorità di governo, e penso al ministro Sacconi, continuino a mantenere aperto
un’inammissibile conflitto con una decisione della magistratura. Il conflitto è
stato reiterato da parte di questa maggioranza nelle diverse sedi, conflitto di attribuzione davanti alla Corte
Costituzionale, dichiarato inammissibile, divieto del presidente della Regione
Lombardia alle istituzioni sanitarie pubbliche convenzionate, provvedimento
annullato dal tar della Lombardia, atto di indirizzo del ministro Sacconi alle
regioni privo di ogni fondamento giuridico: insomma, in tutte le sedi e in
tutte le occasioni l’atteggiamento di governo e maggioranza sono stati
giudicati illegittimi da parte delle diverse istanze giurisdizionali, dalla
Corte Costituzionale alla Corte di Cassazione (due volte), al tar del Lazio, e
oggi c’è in atto un rifiuto istituzionale di rispettare una sentenza della
magistratura. Siamo arrivati al grottesco, se non fosse in atto una tragedia,
di chiedere l’immediato intervento del governo, forse con un decreto legge, per
impedire che una sentenza passata in giudicato potesse essere eseguita.
Un fatto, già come richiesta, inaudito in democrazia. Questo inammissibile
conflitto si sta rivelando come una sorta di rifiuto della legalità
costituzionale. In questo momento le preoccupazioni sono legate proprio a
questa volontà dilatoria che è diventata una violazione della legalità
costituzionale, e una mancanza di rispetto per i diritti fondamentali delle
persone.
Si sta creando, o si cercano di creare le premesse per una legge proibizionista
e negatrice del diritto fondamentale a governare liberamente la propria vita,
qual è quella di cui è appena cominciata la discussione in Parlamento.
Di fronte a tutto questo, c’è l’atteggiamento
straordinariamente responsabile della famiglia Englaro, di suo padre, che non
ha in nessun momento voluto strumentalizzare questa vicenda, non ha voluto far
leva su nessuna emotività, non ha voluto diffondere le foto della figlia che
sarebbero assai più eloquenti di ogni discorso sulla situazione in cui si
trova, non ha voluto usare la doppia o tripla morale degli italiani in queste
situazioni, come qualcuno aveva ipocritamente suggerito, e come avrebbe potuto
fare da anni, facendo chiudere questa vicenda nel silenzio, riportando Eluana a
casa. Ha fatto e continua a fare una grande battaglia di civiltà che ha
cambiato l’agenda politica italiana, che fa di Beppino Englaro – che ha sempre
voluto che fossero le istituzioni, la magistratura a pronunciarsi; che dopo la
prima sentenza della Cassazione, quella del 2007, ha commentato
sobriamente «viviamo in uno Stato di diritto», tutto questo fa di Beppino
Englaro un eroe civile.
Quello che mi sorprende in questo momento, di fronte a questo scomposto modo di
muoversi del governo e della maggioranza, è il silenzio dell’opposizione. Un
silenzio tanto più inammissibile e sconfortante in quanto ci troviamo di fronte
al tentativo di ridefinire diritti davvero fondamentali della persona. Io non
sono un appassionato dei sondaggi come guida dell’azione politica, e tuttavia
partiti e persone che stanno attentissimi a mezzo punto percentuale di
gradimento crescente o decrescente del Partito democratico e del suo segretario,
girano la testa dall’altra parte, di fronte a sondaggi che ci dicono che il 79%
degli interpellati è dalla parte di Eluana e di suo padre, che l’83% ritiene
che la Chiesa
debba parlare alle coscienze e non imporre comportamenti ai legislatori. C’è
dunque una cecità politica in questo momento, perché anche in una situazione
nella quale il favore dell’opinione pubblica è così forte, il Partito
democratico è paralizzato dalle sue frange interne.
Devo dire che mi colpisce l’atteggiamento e il silenzio di Berlusconi, uomo di
sondaggi, e che quindi non si è schierato apertamente a sostegno degli
estremismi della sua maggioranza e del suo governo. Mi colpisce l’atteggiamento
di Fini che ha riconosciuto che siano i familiari a dover dire l’ultima parola
in questo momento, e, appunto per contrasto, è assordante questo silenzio
dell’opposizione. Io l’ho scritto altre volte, che un’opposizione così non ha futuro.
Naturalmente poi ci sono anche i gruppi politici molto attivi, e penso ai
Radicali che in questa vicenda hanno mantenuto la loro linea e il loro rigore,
e tuttavia, la posizione dell’opposizione parlamentare – e mi riferisco al
Partito democratico, non penso certamente all’Udc – rischia poi di avere
gravissimi effetti per quanto riguarda la legge sul testamento biologico che
ormai si profila come una legge non solo di restaurazione, ma come una legge
che toglie ciò che già i cittadini hanno, perché non c’è un vuoto legislativo,
come si è detto in questi giorni, anzi, c’è un pieno di norme che la Corte di Cassazione ha
individuato e ha utilizzato per riconoscere a Eluana Englaro i suoi diritti, e
sono norme costituzionali, di principio, che, certo, possono richiedere un
adattamento alla situazione concreta, ma non possono negare la sostanza del
diritto che già c’è. In questo senso non c’è un vuoto legislativo, ha ragione
Umberto Veronesi quando dice che andiamo verso una legge incostituzionale,
perché vorrei ricordare per l’ennesima volta che l’art.32 della Costituzione si
chiude con queste parole: «La legge non può in nessun caso violare i limiti
imposti dal rispetto della persona umana».
Siamo esattamente in questa situazione. La legge deve riconoscere il diritto di
ciascuno a governare liberamente la propria vita e ho grandi timori che la
paura parlamentare di troppi ci porti verso una deriva assai poco rispettosa
dei diritti delle persone e della loro stessa umanità.
(da Micromega 5 febbraio 2009)

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