Se il PD riparte dai valori
Consigli al Partito democratico perché recuperi i voti che ha perso alla sua sinistra: difenda l’eguaglianza democratica e la libertà individuale, civile e di coscienza.
Un messaggio interessante e promettente è venuto dalle
elezioni (da quelle europee soprattutto, che sono anche quelle più
squisitamente politiche): la fase espansiva del partito di governo è finita per
la ragione non proprio banale che il Pdl non può sperare di pescare voti da
coloro che non hanno votato per il Pd e preferito astenersi o votare per liste
perdenti. Il Pd ha perso a sinistra, un territorio dal quale il Pdl non può
sperare di mietere consensi. Questo è un messaggio confortante. Anche se lo è
solo per metà. Perché la condizione sia compiutamente confortante è necessario
che i leader del Pd siano disposti a ben interpretare il messaggio, ovvero a
voler guardare a sinistra, dove, è bene metterlo in evidenza, non ci stanno
rivoluzionari o estremisti ma invece cittadini che vorrebbero poter contare su
una politica di governo che rispetti la Costituzione sia nei diritti che nelle promesse.
Che vorrebbero che il Pd cominci a preparare fin da ora le condizioni per poter
portare il paese fuori da questa fase terribile e vergognosa. Il messaggio
verte essenzialmente sulle carenze ideali e propositive di un partito che, per
ripetere le parole di Ezio Mauro sulla Repubblica di qualche giorno fa, «dopo
un anno disastroso» ha «salvato la pelle». Salvata la pelle, si tratta di
metter su carne e acquistare in corposità.
La carenza del Pd è, dicevamo, ideale o programmatica. Chi non lo ha votato ha
lanciato un messaggio che è a ben vedere abbastanza chiaro e che ardentemente
spera che venga ascoltato: non si può ingessare il maggior partito
d´opposizione a fare da controcanto al governo, alle boutade pubblicitarie del
suo a dir poco stravagante capo (se, per esempio, dice che vuole fare un
Parlamento di cento rappresentanti non gli si può rispondere: "Beh cento
forse no, ma cinquecento sì"!). Avere una politica autonoma, sapere fare
opposizione opponendo una visione alternativa di come il paese dovrebbe essere rispetto
a questioni drammaticamente importanti. Insomma la richiesta rivolta al Pd è
che imbastisca proposte politiche concrete e coerenti con valori e ideali che
sono propri di un vero patriottismo costituzionale e che possono essere
rappresentati solo da un Partito che si chiama democratico. Vediamo di
riassumere in breve questi valori.
Il primo valore fondamentale è quello dell´eguaglianza democratica, un valore
che viene messo a durissima prova non soltanto dalla crisi economica (per la
quale il nostro governo non ha fatto pressoché nulla, se non cercare di
convincere i telespettatori che non esiste) ma anche da scelte, determinate e
precise, fortemente inclinate verso oligarchie economiche e finanziarie molto
più che verso le classi medie. Tra queste scelte va menzionata in primo luogo
la penalizzazione scientemente perpetrata della scuola pubblica: la ministra
Gelmini sbandiera di voler riqualificare la scuola e poi ci regala il taglio di
3 ore di italiano nelle scuola media, toglie soldi alle università al punto che
molte devono cancellare programmi di dottorato o smettere di acquistare libri.
Penalizzare la scuola pubblica ha come esito quello di impoverire i molti
rendendoli meno attrezzati a fare scelte competenti e, soprattutto, a ragionare
criticamente. In secondo luogo, questo governo è colpevole di penalizzare più
di una generazione di lavoratori e lavoratrici che sono condannati alla
precarietà a vita con la conseguenza che il rischio e l´incertezza diventano la
loro condizione permanente, un esito che vanifica le stesse ragioni che avevano
spinto alla liberalizzazione del mercato del lavoro come la dinamicità,
l´innovazione e migliori opportunità di carriera. I partiti populisti di destra
rispondono alla nuova povertà dei cittadini italiani con proclami e misure che
sono razziste e xenofobe, addossando a quelle poche migliaia di disperati che
cercano di raggiungere l´Europa le colpe delle loro scelte ingiuste. Il Pd deve
con molta più forza e limpidezza di quanto non abbia fatto finora denunciare
queste politiche e farsi promotore di una rinascita riformista di giustizia
sociale e nuova solidarietà.
Il secondo valore del patriottismo democratico è quello della libertà
individuale, civile e di coscienza. Tre sono i rischi che questo governo ha reso
altissimi alle nostre libertà: quello che viene dall´aver sistematicamente
trasformato le politiche di giustizia sociale in politiche di sicurezza, con
l´esito prevedibile che le nostre città sono più violente e meno sicure di
prima senza essere più libere e giuste; quello che viene da una violazione
pericolosa del principio di libertà di coscienza su questioni personalissime
come la decisione di farsi curare e di vigilare sulla propria dignità, quando
si è malati non meno di quando si è sani; quello infine che viene dalla
tirannia del monopolio dell´informazione e mediatico che genera distorsione
delle opinioni, censura e limita fortemente il pluralismo e la libertà di
pensiero.
Su questa costellazione di valori costituzionali e democratici il Pd deve
essere unito e soprattutto non balbuziente. Lo deve essere se vuol attirare a
sé quegli elettori che preferiscono o astenersi o anche rischiare che il loro
voto vada sprecato pur di non darlo a un partito che non ha mostrato
sufficientemente il coraggio della chiarezza ideale. Questi, val la pena
ricordarlo, non sono elettori incerti, ma invece certissimi: non voterebbero
mai per chi non sa distinguersi da un avversario che tra l´altro è, esso sì,
radicale in tutto e per nulla moderato nel linguaggio e nelle politiche.
La Repubblica, 11 giugno 2009

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