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Sarà verde la prossima rivoluzione americana

Thomas L. Friedman parla del suo nuovo libro e del futuro degli Usa : “Caldo, piatto, affollato”.



Thomas L. Friedman parla del suo nuovo libro e del futuro degli Usa “Caldo, piatto, affollato”. È il titolo del suo libro, Thomas Friedman, è una visione pessimistica del mondo? C’è una speranza o una ricetta?

Assolutamente sì. Secondo me questo non è affatto un libro pessimista. È un libro realistico che alla fine ha una nota di speranza. Il mondo si sta surriscaldando, sta diventando piatto perché aumenta il ceto medio in India, Russia, Brasile, Cina è anche più affollato perché questa ovviamente è la nostra sfida. Ma questo è anche un momento in cui sono presenti grandi opportunità di soluzione tecnologica che possiamo mettere a frutto se prestiamo attenzione alle nuove tecnologie per l’energia. Queste saranno le tecnologie sulle quali potremo concentrarci nel futuro ed il paese che avrà le migliori tecnologie energetiche e la migliore energia pulita avrà la sicurezza migliore, la popolazione più sana e si troverà nella situazione migliore. Quindi abbiamo un problema molto serio da affrontare però abbiamo anche la possibilità di costruire un’industria totalmente nuova.

 

Ci sono i grandi poteri: Big Oil, Big Auto, cioè l’industria automobilistica americana, l’industria petrolifera.Non si faranno da parte tanto facilmente.

No. Queste sono le industrie del passato che fanno quello che possono fare con il petrolio, con il carbone per mantenere il loro livello, per mantenere un sistema energetico che si basa su questi combustibili. E secondo me l’unica cosa da fare è cercare di stimolare quelli che io chiamo i diecimila innovatori verdi, i diecimila laboratori che cercano di fare diecimila cose diverse, mille delle quali magari sono promettenti, un centinaio sono estremamente interessanti e due/tre saranno i nuovi Microsoft, i nuovi Google, quelli che ci daranno degli elettroni che costano poco, che sono puliti e che ci porteranno a quel passo avanti nella nostra industria dell’energia.


Crede anche lei che si avvierà un’era postamericana per definirla come Fareed Zakaria di “Newsweek”?

So cosa ha detto Fareed. Io sarei paziente però. Io penso che gli Stati Uniti oggi hanno un presidente diverso da quello che c’è stato negli ultimi otto anni, ora ci stiamo concentrando sulla costruzione della nazione in America e dobbiamo costruire la nazione anche in Iraq, in Afghanistan, però quello che gli americani vogliono dal presidente Obama è la costruzione della nazione americana. La mia generazione, anche la generazione dei miei figli, possono essere la r i g e n e r a - z i o n e dell’America e quindi non sono pronto a consegnare a nessuno il XXI secolo, né alla Cina, né a nessun altro. Faccio i miei migliori auguri a tutti questi, però non cancellerei già da adesso l’America.


Un’ultima cosa. Lei cita il “Gattopardo”, un film di Visconti su un libro di Tomasi di Lampedusa.  Bisogna che tutto cambi perché tutto rimanga come prima. E lo applica all’America. La Sicilia però sembra veramente non cambiare mai. L’America sarà capace invece di rinnovarsi così profondamente.

Questa è “la domanda”. È su questo che ho scritto il mio libro. Cioè che per me la rivoluzione verde è il modo per l’America, per l’Italia di rinnovarsi, per far nascere tutta una serie di nuove tecnologie, affrontando una serie di problemi nuovi e credo che il paese che riuscirà a dominare questa nuova tecnologia pulita avrà la sicurezza economica maggiore, la sicurezza, la difesa migliore, la sicurezza energetica, la società più sana, la popolazione più sana, aziende più innovative.

Io spero che quel paese sarà l’America, non lo so, ma questa sarà la sfida della mia generazione perché noi siamo i figli della generazione che ha combattuto la Seconda guerra mondiale e questa generazione mia e la prossima saranno la generazione della rigenerazione.

 

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