Riforme contro l'oligarchia - infondati i sospetti sul PD
Le precisazioni all’articolo "Il sospetto"
Caro Direttore, in un articolo del 20 gennaio, intitolato "Il sospetto", sostiene, in tema di riforme costituzionali, che ci siano "negoziatori" all´opera e che il "negoziato" sia ammantato di reticenza. Non è così. Non ci sono né reticenze, né negoziati né negoziatori. C´è un dibattito pubblico che si svolge liberamente sui mezzi di informazione e nei convegni.
Il Senato ha approvato il 2 dicembre due documenti , uno del Pd e l´altro del Pdl, dai quali emergono le convergenze e le divergenze. Noi siamo preoccupati per la crisi dei principali istituti democratici, a partire dal Parlamento. Da questa crisi sta nascendo un sistema politico oligarchico, privo di controlli. Vogliamo ristabilire lo stato di diritto democratico attraverso le riforme. Vogliamo tornare allo spirito e ai principi della Costituzione. Senza riforme il declino della democrazia sarebbe inarrestabile, con danni irreparabili per i diritti e le libertà. I contenuti sono quelli indicati nel cosiddetto testo Violante, che trovò il consenso di una gran parte dei costituzionalisti italiani, a partire da Leopoldo Elia. I nostri punti fermi sono: Repubblica parlamentare, separazione e bilanciamento dei poteri, indipendenza delle magistrature.
A favore di forme di immunità si sono pronunciati il Presidente Scalfaro, il senatore Gerardo D´Ambrosio, Vittorio Borraccetti, uno dei padri di Magistratura Democratica. All´interno della più generale riforma costituzionale, e sulla scorta delle sentenze della Corte Costituzionale, credo che possano essere previste forme di immunità purchè siano temporanee (solo per la Legislatura in corso), per reati commessi dopo l´assunzione della carica, votate a maggioranza assoluta e nei confronti delle quali l´autorità giudiziaria può sollevare conflitto davanti alla Consulta. Decideremo comunque nelle sedi proprie la posizione del Pd e dei suoi gruppi parlamentari.
In ogni caso, se il Pdl vorrà fare da solo, incontrerà, come è stato detto più volte, la nostra ferma opposizione e il referendum. Intendiamo confrontarci in Parlamento con i nostri avversari, perché in questo consiste la democrazia. Siamo consapevoli dei rischi politici e istituzionali, resi ancora più evidenti dall´approvazione al Senato delle norme sulla retroattività del cosiddetto processo breve. E questo richiederà, oltre ad una dura battaglia parlamentare contro le leggi-privilegio, un supplemento di attenzione da parte nostra alle parole di chi, come il professor Zagrebelsky, ci invita alla prudenza e ci segnala i pericoli.
Tuttavia, di fronte allo svuotamento della Costituzione, il
maggior partito di opposizione ha il dovere di proporre alternative e di
battersi per realizzarle; non può chiudersi in una posizione di pura attesa o
di sterile agitazione mentre la
Costituzione deperisce. Perciò chiedo ai nostri autorevoli
interlocutori di non farsi guidare dal sospetto perché sul sospetto, come è
scritto nell´articolo al quale rispondo, non si costruisce nulla, anzi tutto si
distrugge.
http://www.repubblica.it 23-01-2010

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