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Questa voglia di democrazia è un nuovo inizio

All’Europa chiediamo aiuto nel suo interesse, l’autoritarismo è contagioso





«La gente in piazza può essere un nuovo inizio, ma l´autocrazia resta. L´Europa deve aiutarci aiutando i media indipendenti poveri, ostacolati dal regime. Nel suo interesse: l´autoritarismo è contagioso». Agnès Heller, massima intellettuale ungherese di oggi, analizza lucida la crisi magiara.

Quanto conta il nuovo trend di protesta?
«È importante. Molte nuove organizzazioni, da "Szolidaritàs" a "Quarta repubblica", voglia di libertà di stampa, di diritti civili, libertà della proprietà privata e libertà d´imprese contro gli oligarchi».

Che regime è quello di Orbàn?

«Orban dice: "noi siamo i più grandi, sappiamo fare tutto meglio, gli altri non capiscono quanto siamo bravi, noi siamo il modello per tutta Europa". Peggio che nazionalismo, è folle mania di grandezza».

Nuova Costituzione, addio Banca centrale... si va verso una dittatura?

«È già una dittatura. Con un distinguo: un dittatore tipico decide su tutto, anche di vita e morte della gente. E può chiudere le frontiere. Qui non c´è la pena di morte e la gente può ancora viaggiare. Molti giovani qualificati vogliono andarsene, non ne avremo più a casa. Se Orbàn potesse chiudere le frontiere lo farebbe».

Fino a quando non potrà?
«Non possono ancora, non sono così pessimista. Hanno abolito il sistema di checks and balances costitutivo della democrazia. Non possono fermare le critiche dall´esterno, vitali anche qui. Qualche media indipendente vive ancora. Ma non è libertà. È come le voci tollerate sotto Horthy (ndr. il dittatore di destra che governò dal 1919 al 1944)».

Horthy è un modello per Orbàn?
«Non so quale sia il suo modello. Orbàn è Orbàn. Come tutti i tiranni è convinto di essere il solo ad avere ragione, e chi non è d´accordo con lui non è ungherese. Né Berlusconi né Putin lo hanno mai detto. Cuore straniero, quasi come dire "sangue straniero", viene definita l´opposizione».

Fascismo?

«Non amo i paragoni. I partiti siedono in Parlamento. Ma il Parlamento è diventato una macchina per votare le leggi senza dibattito. Con le istituzioni attuali non ci sarebbe più possibile entrare oggi nell´Unione europea. La gente ha paura sul posto di lavoro, ovunque. Paura di venire licenziata senza ragione con ogni pretesto legale di "ristrutturazione" se critica il governo, se non gli piaci».

L´Europa può muoversi?
«Nel suo interesse. La paura è diffusa in tutta la società, nei media pubblici restano solo opportunisti incapaci o chi teme di perdere lo stipendio. Ma molti credono a chi dice che la crisi è colpa di finanza internazionale, America, Israele. Slogan anticapitalisti e anticomunisti rafforzano il consenso del regime, l´idea di cospirazione internazionale e anche ebraica paga ancora, molti sono apatici».

Insisto, cosa può o deve fare l´Europa?

«Aiutare i nostri media indipendenti, e parlare chiaro. Ma prima di tutto dobbiamo aiutarci da soli».


Repubblica 4.1.12

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