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Questa rivolta muterà la nostra idea di Islam

Una sinistra moderna contro il neoliberismo globale, banche, multinazionali.

 

 

Politologa e filosofa, docente di teoria politica all’università di Westminster, Chantal Mouffe ha analizzato il successo dei movimenti populisti di estrema destra in Europa, lo sviluppo del terrorismo internazionale, e i recenti moti nordafricani.

Haider, Le Pen, Bossi, Wilders. Perché l’Europa è sempre più populista?
«Alla base c’è la sostanziale somiglianza tra centrodestra e centrosinistra. Socialisti e conservatori si muovono verso il centro, hanno programmi simili, il confine si assottiglia. In assenza di una vera alternativa che risponda alla globalizzazione, la gente o si disinteressa di politica o crede nel populismo di destra: l’unico in grado di rispondere a domande emotive, di suscitare passioni».

L’Italia ha aspetti anomali?
«La Lega è paragonabile agli altri partiti xenofobi. Berlusconi è altro. È populista: si appella alla gente, bypassa le istituzioni. È buon amico di Gheddafi ma qui esistono i contrappesi istituzionali. Esprime però un conflitto di interessi incredibile e inaccettabile. In qualsiasi altro Paese europeo sarebbe stato costretto a dimettersi».

Perché da noi non succede?
«È un mistero. La pessima situazione della sinistra, forse il Vaticano. I giornali lo criticano, ma la gente non li legge. Si informano con le sue tv. All’estero sappiamo cose di Berlusconi che voi ignorate. La vostra percezione è modificata: c’è una berlusconizzazione delle coscienze, dei valori, del bene e del male. In pericolo non vedo le istituzioni ma la cultura democratica.

Cosa manca alla sinistra: idee o elettori?
«Il progetto. Alternativo al neo-liberismo globale. È una crisi diffusa. La terza via di Blair non ha smontato l’eredità thatcheriana: le ha solo dato un volto umano. Ma la gente vuole qualcosa di diverso. Oggi l’unico modello è la Linke tedesca: una sinistra socialdemocratica non estrema, che aspira a governare. E Nichi Vendola, forse: come leader è il più promettente».

Sta dicendo che la destra, oggi, è più moderna?
«Finché la sinistra si identifica con la classe media, lascia scoperti molti settori delle classi popolari. Quelli più minacciati dalla globalizzazione, condannati a essere arcaici e retrogradi. La destra lo ha capito. In Francia il Front National avrà un risultato ottimo. Marine Le Pen è carismatica, intelligente, diversa dal padre. È radicale su diritti, laicità, giustizia sociale. Il problema è che individua nel nemico l’Islam creando xenofobia».

Tra la ridotta padana e il vento del Nordafrica: tra dieci anni l’Europa esisterà ancora? O sarà una fortezza?
«Proprio gli avvenimenti del Medio Oriente possono avere conseguenze cruciali. Cambierà molto. Non sappiamo come, ma dubito che Tunisia e Libia diventeranno come l’Iran. Il vento della democrazia può cambiare la percezione che abbiamo dei musulmani».

In che modo?
«Le nostre paure derivano dall’11 Settembre, da Al Qaeda. La trasformazione di Paesi a noi vicini può farli dimenticare o passare in secondo piano. Un impatto positivo delle rivoluzioni potrà avvicinarci. Certo, i movimenti populisti potrebbero adattarsi, come il virus agli antibiotici, e trovare nuovi nemici: cinesi, rom. Tutto dipenderà dallo sviluppo della sinistra a livello europeo e dalla sua capacità di azione coordinata nei vari Paesi».

Sta sognando?
«Bisognerà pur cominciare. Siamo pronti per un mondo multipolare, dove l’Europa giochi un ruolo politico, non più appendice americana. Manca il populismo di sinistra: finora è stato visto in modo negativo, manipolativo. Errore: risponde a legittime istanze popolari. Noi contro loro. Una sinistra moderna contro il neoliberismo globale, banche, multinazionali. Lo Stato pubblico contro l’abuso di privatizzazioni. In Gran Bretagna volevano vendere la foresta di Sherwood: la mobilitazione li ha fermati».

 

Intervista di Federica Fantozzi

 

http://www.unita.it  23 febbraio 2011

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