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Filosofia2

Perché discutere è democratico

«Deliberativo», in un contesto di teoria politica, non significa «relativo alla decisione», ma indica il processo nel quale si discute prima di decidere[...]


«Deliberativo», in un contesto di teoria politica, non significa «relativo alla decisione», ma indica il processo nel quale si discute prima di decidere, secondo il senso della parola inglese deliberation. Quando si chiede una fase deliberativa si chiede in sostanza che si discuta, che si confrontino le opinioni, che si renda possibile che l' opinione dell' uno influenzi quella dell' altro in modo che alla fine si possa poi raggiungere una conclusione che tiene conto di tutte le opinioni.

Il metodo deliberativo, un metodo di confronto di opinioni che devono potersi influenzare tra di loro, dovrebbe essere applicato anche negli organi rappresentativi, nei parlamenti; dovrebbe praticarsi nelle corti e certamente lo si pratica nelle giurie popolari; dovrebbe coinvolgere i cittadini attraverso assemblee nelle quali apprendere l' uso di questo metodo su temi di pubblico interesse sui quali decideranno gli organi rappresentativi o sui quali gli stessi cittadini potranno essere chiamati ad esprimersi con un sì o un no referendario. Il metodo deliberativo è in realtà proprio della democrazia.

La democrazia è fondata sull' idea che ciascuna opinione possa concorrere a definire il modo migliore per tutelare il bene collettivo in una data situazione e che ciascuno possa influenzare l' altro. Se il risultato finale deve essere di tutela del bene comune, dell' opinione di tutti, in un modo o nell' altro, si dovrà tenerne conto. (...) La partecipazione del cittadino è ciò che lo fa sentire tale, ciò che gli dà o le dà la dignità di cittadino non è l' andare a votare. Se io vengo condannato a seguire la politica attraverso la televisione che mi mette in una condizione non diversa da quella in cui mi trovo quando assisto a Inter-Juve: posso allora essere solo un tifoso. A quel punto posso tifare per Ibrahimovic o per Del Piero, posso tifare per Berlusconi o per Piero Fassino, ma in entrambi i casi sono solo tifoso, alla fine spengo la televisione e dico: «sono affari loro, se li vedano loro». Se invece ho avuto modo di partecipare alla preparazione della decisione saranno prese, allora sarò anche più attento ai modi in cui sono prese, e se sarò chiamato a decidere per referendum parteciperò alla decisione referendaria, perché mi sentirò investito di una responsabilità. Ci sono alcune persone in ciascun paese,e quindi anche nel nostro, alle quali non viene mai chiesta un' opinione, gli si chiede ogni quattro anni di andare a votare, e magari molti di loro, proprio perché gli viene chiesto solo di andare a votare, a votare non ci vanno, perché non si sentono coinvolti. Provate a chiedergli la loro opinione.

Uno dei risultati dei deliberative polls è mettere a fianco il professore universitario, il muratore, l' idraulico e la portinaia, ed essi interrogati, reagiscono positivamente, interloquiscono, si vedono collocati allo stesso livello, sentono rifiorire dentro loro stessi la dignità dell' eguaglianza. L' esperienza di questi esperimenti mostra che le persone più semplici da quel momento hanno un rapporto diverso con gli affari collettivi: anziché sentirsene esclusi se ne sentono partecipi. Credo alla democrazia rappresentativa, non penso che potremmo vivere senza gli organi rappresentativi. Tuttavia non possiamo divenire tifosi di questi organi che ci devono rappresentare. Questa è la nostra vita, le decisioni che vengono prese ci toccano direttamente e quindi dobbiamo essere in condizione di partecipare. Il bello del voto, anche di quello elettorale, è che sia l' espressione finale di un processo di cui siamo stati partecipi attivamente. È in parte un sogno, ma la democrazia è fondata su questo sogno.

 

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