Ode alla cancelleria da tavolo
Perle dalla rete.
Requiescant in pace i vecchi oggetti da ufficio:
poverini, si stanno estinguendo, per via della diffusione dell’informatica. È
sempre più difficile vedere sulle scrivanie un portatimbri. Ve li ricordate i
portatimbri, quelli che con la rotella per scorrerli? Sono scomparsi. E con
loro la spugnetta bagnata d’inchiostro, quella per intingere i timbri. L’arte
di timbrare è finita, solo qualche nostalgica amministrazione pubblica si
ostina a salvaguardarla. Ma pare sia una battaglia destinata, lentamente, ad
essere persa.
Lo stesso le pinzatrici. È sempre più difficile che qualcuno ti chieda se gli
presti la tua pinzatrice. Un tempo gli impiegati scrivevano il loro nome sulla
pinzatrice, così da impedire il furto da parte dei colleghi che l’avevano
perduta. Oggi, le pinzatrici, non se le fila più nessuno. Per non parlare
delle levapunti, progettate per levare le graffette - altra categoria in
pericolo - ai fogli incautamente uniti.
E il bianchetto. Il bianchetto, poveraccio. Era indispensabile. Signore
indiscusso delle antiche scrivanie.
Adesso rimane lì, in fondo ai cassetti della cancelleria, a seccare, da anni
solo come un cane. Provate a chiedere a un ventenne se conosce il
bianchetto. Vi chiede di ripetere il nome. "Il bianchè?" Poi frugherà
nella memoria e dirà che sì, in effetti una volta ne ha visto uno in un
cassettino, ma non capiva a cosa servisse.
Di tutto ciò, fra poco, non se ne saprà più nulla. Nel frattempo in tutto il
mondo migliaia di aziende produttrici di portatimbri, di levapunti, cucitrici,
bianchetti, dopo anni di trionfi, stanno per avviarsi all’abisso fallimento.
Presto avranno smesso di pagare i fornitori. Dichiarato bancarotta. Chiuso le
fabbriche. Licenziato i dipendenti.
E in loro difesa, dei dipendenti ma anche del bianchetto, nessun ha fiatato.
Che vergogna.
personalitaconfusa 15/09/2009

Precedente: Il settecento e la guerra delle delizie

