Non ci resta che sperare in Renato Soru
Riguardo al conflitto d'interessi l'ex governatore della Sardegna ha affermato che l'uomo politico vive un quotidiano conflitto d'interessi, partendo da quando deve decidere se portare avanti i propri figli o quelli degli altri. Sembra una banalità, ma trovatemi un'altra figura politica in grado oggi di fare affermazioni così essenzialmente chiare
L'altra sera mi godevo, guardando "Che tempo che fa" di Fabio Fazio, l'intervista all'ombroso ex governatore della Sardegna Renato Soru. Più lo ascoltavo e più mi veniva istintivo pensare che questo signore sarebbe l'uomo giusto per la rinascita della sinistra italiana. Non solo, sarebbe anche la figura adattata al rinnovamento di tutta l'immagine italiana, ovvero diventando primo ministro. Le parole di Soru, le sue idee, i suoi concetti il suo distacco umano, frutto di una timidezza atavica e non di un'arroganza mediatica, trasmettevano quella qualità che oggi è introvabile nei politici italiani continentali, il carisma.
Renato Soru sembra al tempo stesso un uomo nuovo e un uomo antico, ma sicuramente non un personaggio stracotto, bollito o imbalsamato. Lui ha subito chiarito che il suo futuro è in Sardegna, non altrove, confermando la proverbiale testa dura del popolo sardo. Eppure dalla Sardegna sono venuti tre fra le migliori figure politiche dell'Italia del dopo guerra, Enrico Berlinguer, Francesco Cossiga e Antonio Segni. Non sarebbe così strano se Renato Soru li seguisse uscendo dall'isolamento isolano.
Al momento Soru sembra più deciso a seguire le orme di Pasquale Paoli, l'illuminato eroe che scrisse la Costituzione della Repubblica Corsa nel 1755, ammirato anche da Napoleone. Soru non vuole certo fondare la Repubblica Sarda ma sicuramente l'attaccamento alla sua terra sembra impedirgli un coinvolgimento più ampio con tutta la nazione, che invece di figure come lui ha bisogno come il pane. Dal suo nurago Soru ha tutti i numeri per poter far partire un uragano politico che spazzi via la giungla della sinistra e apra nuove strade e opportunità per il rinnovamento politico e sociale del paese.
Da Fazio l'imprenditore di Tiscali è sembrato irremovibile, ma al tempo stesso la dolcezza con la quale raccontava il suo attaccamento alla cultura sarda, al suo ritmo quotidiano e al suo paesaggio, era velata da quella malinconia che ha nel cuore solo colui che sa di doverle prima o poi abbandonare per affrontare sfide più grandi.
Il Paese e la sinistra hanno bisogno di un leader che sia italiano e straniero al tempo stesso, proprio come lo è Barack Obama. Una figura che sia maturata a una certa distanza dal potere centrale ma che al tempo stesso abbia gestito un potere in un luogo molto particolare come la Sardegna, che non è certo Chicago, ma come Chicago ha una sua identità molto forte, definita e dura. In più Renato Soru possiede un umorismo raffinato quasi invisibile, ben diverso da quello al quale ci ha abituato Silvio Berlusconi un giorno sì e un giorno no.
L'Italia ha anche bisogno di ritrovare la sua compostezza politica attraverso un carattere meno estroverso come quello dell'uomo politico di Villasimius. Non solo il Paese ha la disperata necessità di riscrivere la sua Costituzione, non come sta minacciando di fare il centrodestra, ma in modo illuminato alla Pascale Paoli, con un certo idealismo fra le mani e non solo la deprimente praticità dei propri interessi.
Soru ha detto a Fazio che un buon politico è colui che si sa annullare per mettersi al servizio della comunità che è stato chiamato a servire. Il fatto che lui non sia un estroverso lo può aiutare in questo difficile esercizio di generoso annulamento. Riguardo al conflitto d'interessi l'ex governatore ha affermato che l'uomo politico vive un quotidiano conflitto d'interessi, partendo da quando deve decidere se portare avanti i propri figli o quelli degli altri. Sembra una banalità, ma trovatemi un'altra figura politica in grado oggi di fare affermazioni così essenzialmente chiare.
Se Soru decidesse di diventare il Pascale Paoli di una nuova Italia dovremo rinunciare alle risate quotidiane che garantisce oggi l'attuale primo ministro, ma ritroveremmo una dignità un'integrità e un'identità senza le quali non possiamo più andare avanti sulla strada del futuro.
Speriamo quindi che Soru ci ripensi andando in barbagia a tutti.
http://www.ilriformista.it/ 12.12.08

Precedente: Outing
