Ma una buona istruzione non basta più
La tecnologia riduce la domanda di lavoratori ad alto tasso di preparazione
É una verità riconosciuta a livello universale: l´istruzione è la chiave per
il successo economico. Tutti sanno che i mestieri del futuro richiederanno
livelli il più possibile alti di abilità. Il fatto è che ciò che tutti sanno è
errato. Il Times ha pubblicato un articolo sull´utilizzo sempre più diffuso di
software per svolgere ricerche di tipo legale. Si è scoperto che i computer
sono in grado di analizzare milioni di documenti, eseguire in economia una
mansione che un tempo richiedeva un battaglione di avvocati. In questo caso, quindi, il progresso tecnologico di fatto
riduce la domanda di lavoratori con un alto livello di istruzione. Più in
generale, l´idea che la tecnologia moderna possa soppiantare soltanto i lavori
umili, potrà anche essere condivisa e popolare, ma nella realtà è obsoleta di
svariati decenni. A partire più o meno dal 1990, il mercato del lavoro negli
Stati Uniti è stato caratterizzato non tanto da un aumento generalizzato della
domanda di competenze, bensì da uno “svuotamento”: sia l´occupazione in
mansioni dagli stipendi alti, sia quella in mansioni dagli stipendi bassi è
andata crescendo rapidamente, ma i posti di lavoro a stipendio medio sono
rimasti indietro. Molte delle occupazioni a stipendio medio cresciute
rapidamente negli anni Novanta negli ultimi tempi hanno vissuto una crescita
molto più lenta. Come mai sta accadendo una cosa del genere? Il principio
secondo cui il livello di istruzione diventa sempre più importante si basa sul
concetto che i progressi nelle tecnologie aumentino le opportunità di lavoro
per coloro che lavorano con l´informazione. In parole più semplici, che i
computer aiutino maggiormente coloro che lavorano intellettualmente e arrechino
danno a coloro che lavorano manualmente. Alcuni anni fa, invece, gli economisti
David Autor, Frank Levy e Richard Murnane sostennero che questo era un
ragionamento sbagliato, e fecero notare che i computer eccellono nelle mansioni
di routine. Ne consegue che qualsiasi mansione di routine – categoria nella
quale rientrano molti lavori da colletto bianco non manuali – si trova esposta
e vulnerabile. Viceversa, i lavori che non possono essere portati a termine seguendo
regole esplicite – categoria nella quale rientrano molte tipologie di lavoro
manuale, dai camionisti ai custodi – tenderanno ad aumentare anche in pieno
progresso tecnologico. La spiegazione è questa: la maggior parte dei lavori
manuali che deve essere ancora portata avanti nelle nostre economie pare essere
di un genere difficile da automatizzare. Nel frattempo, una buona parte del
lavoro da colletti bianchi, eseguita da lavoratori ben istruiti e relativamente
ben pagati, potrebbe presto essere computerizzata. Che cosa ci dice tutto ciò
in riferimento alla politica? Sì, che in America dobbiamo mettere ordine nel
settore dell´istruzione. In particolare, le diseguaglianze con le quali si
trovano alle prese gli americani ai blocchi di partenza non sono soltanto una
vergogna, ma rappresentano anche un immenso spreco del potenziale umano della
nostra nazione. Vi sono cose, tuttavia, che l´istruzione non può fare. È una
pia illusione sperare che mandando un numero maggiore di ragazzi al college
serva a riportare in vita la società medio-borghese. Pertanto, se quella che
vogliamo è una società di benessere condiviso, l´istruzione non è la risposta:
quel che dobbiamo fare è creare direttamente quella nuova società. Dobbiamo
poter recuperare il potere contrattuale che la manodopera ha perduto nel corso
degli ultimi 30 anni, così che sia i lavoratori ordinari, sia i super-bravi
abbiano il potere di contrattare una buona retribuzione.
Traduzione di Anna Bissanti
La Repubblica 8 marzo 2011

Precedente: Ma per ora vince il raiss

