L´ultimo giallo nella fisica "È la nuova particella di Dio?"
La scoperta in un laboratorio americano "Una materia sconosciuta, è un mistero"
«Cosa abbiamo di fronte a noi è un mistero. Si tratta di qualcosa al di là
della fisica nota. Potrebbe essere un nuovo ingrediente della materia, o una
nuova forza». Giovanni Punzi è a capo di un gruppo di fisici in buona parte
italiani al laboratorio Fermilab di Chicago. «Abbiamo misurato un fenomeno
nuovo nel nostro acceleratore di protoni e antiprotoni. I dati sono in attesa
di conferma, ma dalle collisioni è nato un evento che non riusciamo a spiegarci
se non con la presenza di una particella totalmente nuova».
Tra i frammenti delle collisioni che avvengono a energie estreme e velocità
prossime alla luce, i fisici si aspettano di "catturare" lo sfuggente
bosone di Higgs: la cosiddetta particella di Dio, prevista alla fine degli anni
´70 dai fisici teorici (in particolare dall´inglese Peter Higgs) e inseguita in
vari esperimenti nel mondo. La sua presenza è fondamentale per spiegare come
mai la materia attorno a noi abbia una massa. Ma nonostante le aspettative, la
novità del Fermilab non ha le caratteristiche dell´Higgs. «È qualcosa di
diverso, su cui ormai lavoriamo da un anno e che i fisici teorici stanno
tentando di interpretare» prosegue Punzi. «La caccia all´Higgs è destinata a
proseguire».
Facendo scontrare protoni e antiprotoni (protoni con carica negativa),
nell´anello di oltre 6
chilometri del Fermilab compaiono "fuochi
d´artificio" di frammenti, sotto forma di varie famiglie di particelle
subatomiche (fra cui i bosoni) e "fontane" di energia. «A colpirci
sono state le collisioni che generano un bosone W e due getti di energia pari a
140 volte la massa del protone. Questi eventi sono avvenuti molto più spesso
delle attese. E sospettiamo che all´origine ci sia la presenza della nuova
particella» prosegue Punzi. Il fenomeno misterioso è avvenuto 250 volte in più
rispetto alle aspettative, su un totale di 10mila collisioni.
Ma non è la sola sorpresa recente di Tevatron, l´acceleratore del Fermilab.
Come una palla che non rimbalza simmetricamente contro un muro, così i quark
top (un´altra componente subatomica della materia) prodotti nelle collisioni
tendono a schizzare molto più spesso della norma in una delle direzioni
possibili. E non è detto che le due osservazioni non siano legate. «Anche
questo fenomeno - spiega Fabrizio Margaroli del Fermilab - potrebbe indicare un
nuovo meccanismo di formazione dei quark top, e quindi un nuovo genere di
particelle, troppo pesanti per essere rilevate ma in grado di influenzare la
direzione di quelle osservate».
Il laboratorio intitolato a Fermi non riuscirà a restare aperto oltre settembre
per il mancato rinnovo dei fondi. Lascerà in pista solo il più potente
acceleratore Lhc al Cern. E da Ginevra raccolgono la sfida, come dice il fisico
Michelangelo Mangano: «La loro misura è interessante. L´analisi sperimentale è
solida, ma i dati raccolti sono ancora insufficienti a escludere che si tratti
di una fluttuazione statistica. Lhc sarà in grado di dare un´eventuale conferma
entro la fine dell´anno». E se non di bosone di Higgs si tratterà, nessuno
potrà stupirsi: dai grandi esperimenti di fisica degli ultimi 50 anni sono
sempre uscite scoperte importanti e inattese.
Repubblica 7.4.11

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