Le due facce dell' america
Chiunque pensi che l' economia americana per tutti gli anni dal 1933 al 1979 era un' economia di assoluto e libero mercato, sbagli completamente. La forza dell' America fu proprio in questo sistema misto.
Franklin Delano Roosevelt, con l' aiuto del "Brain Trust" composto da una serie di personaggi di tutto rilievo come il capo della Corte Suprema, Louis Brandeis, famoso per le sue battaglie contro i monopoli, o il presidente della National Recovery Administration, Hugh Johnson, riuscì a creare quello che alla fine degli anni ' 30 si presentava di fatto come un sistema misto.
Lo stato non è al di fuori dell' economia, non bisogna sperare che il libero mercato da solo risolva i guai. Tutto questo Roosevelt lo mise in pratica con una serie di misure che definirei "non ortodosse", alcune temporanee e altre permanenti, che crearono non una pura economia monetarista come l' aveva profetizzata Herbert Hoover nel decennio precedente con il risultato di far cadere l' America nella Gran Depressione, ma un equilibrato "mix" fra libero mercato, severe regole per regolamentarlo, e una serie di misure statali e federali di appoggio.
Tanto per fare alcuni esempi, nacque in quegli anni la Federal Deposit Insurance Corporation per assicurare i depositi bancari, fu migliorato il sistema di controlli della Federal Reserve e stabilita la separazione fra banche d' investimento e banche d' affari per ridurre i conflitti d' interesse. Furono istituiti una serie di sussidi alla disoccupazione e di incentivi ai giovani. Furono stabiliti il salario garantito di non meno di 20 centesimi l' ora e la settimana lavorativa di non più di 45 ore. Fu rivisto in modo più progressivo e giusto il sistema delle tasse. Fu allestita una serie di paletti per impedire che si creassero monopoli settore per settore. E fu creata in via temporanea la Public Works Administration, un programma di lavori pubblici che fra il 1933 e il 1935 investì 3,3 miliardi di dollari per costruire 35mila progetti. Bene, a parte quest' ultimo, tutti gli altri elementi che costituivano un sistema misto sono rimasti in vita fino all' inizio degli anni ' 80.
Chiunque pensi che l' economia americana per tutti gli anni dal 1933 al 1979 era un' economia di assoluto e libero mercato, sbagli completamente. La forza dell' America fu proprio in questo sistema misto. Una forza che le permise di tirarsi fuori dalla Grande Depressione e dopo pochi anni di entrare in una guerra devastante, vincerla, aiutare il mondo a liberarsi dalle dittature e addirittura finanziare i programmi di ricostruzione nei paesi che avevano conosciuto fame e distruzioni. Il tutto senza mai affermare la supremazia del mercato o viceversa l' interventismo dello stato: creando, ripeto, un sistema misto non puramente capitalistico dove lo stato è vicino ai cittadini e l' America è vicina al mondo.
Ma nel 1979 inizia l' era di Ronald Reagan e dei suoi consiglieri economici fondamentalisti del libero mercato. E inizia una serie di liberalizzazioni su ogni fronte, viene rivisto il sistema fiscale per dare più soldi ai ricchi nell' illusione che questi avrebbero finanziato lo sviluppo, viene smantellato uno ad uno tutto il sistema delle garanzie precedentemente allestito. Bush padre riprende l' opera di smantellamento dello "stato sociale" e di parallelo laissez-faire in economia: a lui si deve per esempio l' abbattimento delle barriere fra banche d' investimento e banche d' affari. Dopo la parentesi di Bill Clinton che pure non è risultato immune da questa sindrome da deregulation, Bush figlio, il peggior presidente degli ultimi due secoli, riprende e completa questa devastazione. Con il risultato che tutti vedete. Il fatto è che un sistema esclusivamente capitalista ha sì qualche vantaggio, soprattutto come stimolo all' impresa, ma anche una serie di pesantissimi "contro", che dimostrano alla fine la necessità di avere un package di regole precise e solide. Questo i repubblicani al potere dai tempi di Reagan non sono stati mai capaci di capirlo. Non hanno mai voluto avere una calma, serena e razionale visione della realtà economica nel suo complesso, con tutti i suoi chiaroscuri e le sue sfumature. Probabilmente non hanno la preparazione culturale necessaria per comprendere una cosa così complicata come il funzionamento dei mercati finanziari.
Ora la speranza è che i democratici vincano queste elezioni. Naturalmente vicende come quella di questi giorni favoriscono la candidatura di Obama, ma non mi azzarderei in una previsione certa. E poi, sempre ammesso che i democratici vincano le elezioni, quanto tempo ci vorrà per ripristinare un corretto funzionamento dei mercati e per riattivare un sistema che è imploso così violentemente? Tanto, sicuramente. Roma non fu costruita in un giorno, e Roosevelt ci ha messo diversi anni per costruire sulle ceneri della Grande Depressione un sistema funzionale come quello che ho descritto. Del resto, anche ai repubblicani sono occorsi parecchi anni per distruggerlo. Però è importante cominciare subito questa ricostruzione. (Testo raccolto da Eugenio Occorsio)
http://www.repubblica.it — 07 ottobre 2008

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