L'associazione
Perle dalla rete
Si comunica
che in data odierna, abbiamo anzi ho fondato un'associazione. Di cosa si occupa
tale associazione? Semplice, questa associazione ha come unico scopo la tutela
dei suoi associati. L’associazione per ora ha un solo associato, me. E quindi
si dedicherà esclusivamente alla tutela mia.
Alla prima assemblea, aperta ai soli soci fondatori, eravamo in pochi: c’ero
solo io. Mi sono nominato segretario della riunione, per fare l’appello (nessun
assente), tenere un verbale e assegnare il loro turno agli iscritti a parlare.
Il primo ero io.
Dopo un lungo ma pacifico dibattito (ci siamo trovati d’accordo pressoché su
tutto) abbiamo proceduto all’elezione del primo presidente dell’associazione.
Ho vinto io, per alzata di mano. Ho quindi proclamato i risultati del voto, e
mi sono congratulato con me stesso, fra gli applausi scroscianti dei presenti,
ossia i miei.
Come primo provvedimento, ho conferito l'incarico di tesoriere. Ho scelto
di affidare questo importantissimo ruolo all’unico candidato: a me. Nessuno dei
convenuti ha avuto da eccepire.
Di comune accordo, ci siamo poi dedicati alla stesura del regolamento
dell’associazione. Per decisione unanime, le finalità dell’associazione,
volutamente generiche ma imprescindibili, saranno le seguenti:
a) contribuire al benessere degli
associati;
b) tutelare gli associati;
c) salvaguardare i beni degli associati;
d) curare gli interessi degli associati;
e) promuovere a più non posso gli
interessi degli associati;
f) realizzare eventuali iniziative idonee
a raggiungere gli obiettivi di cui ai punti a), b), c), d), e).
Abbiamo poi deliberato un calendario delle prossime riunioni: gli associati
si dovranno radunare periodicamente. Non importa il luogo, basta ci sia il
numero legale. Peraltro, ha osservato il me presidente mentre il me stesso
vicepresidente annuiva, il raggiungimento del numero legale e la frequenza del
rivedersi non dovrebbero presentare grosse difficoltà, nel caso di
un’associazione composta da un singolo associato.
Il primo incontro fra i soci si stava concludendo nel generale apprezzamento
quando qualcuno (lo confesso, quel qualcuno ero io) ha posto un’obiezione non
priva di senso:
“Amici, siamo d’accordo su tutto. Ma se altri, oltre a noi, volessero iscriversi
alla nostra bella associazione? Costoro potrebbero prefiggersi obiettivi
personali, e non quelli comuni dell’associazione! O persino rubare ai nostri
amati presidente, segretario, e tesoriere le loro – pardon, la sua, cioè mia,
poltrona!”
Brusio, scuotere di teste. Abbiamo perciò risolto di riservare il diritto
all’iscrizione ai soli presenti in sala.
“L’assemblea è sciolta, evviva la nostra associazione".
Ci siamo abbracciati tutti quanti. Ed io ero quasi commosso.

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