La speculazione e i diritti dell’uomo: una notizia tragicomica
Gli studi di economia sperimentale ci dicono che l’aumento di distanza sociale riduce l’eticità dei comportamenti.
Sul Sole 24 Ore di oggi una notizia tragicomica che vale la pena riprendere. Le trattative tra Grecia e creditori privati sono in stallo perché un gruppo di fondi speculativi non vuole accettare l’accordo che prevede una riduzione volontaria del 50 percento del valore nominale del debito, accordo che eviterebbe il fallimento del paese e tutte le sue conseguenze. Posizione legittima ovviamente in sede di negoziato dove le controparti cercano di spuntare qualcosa in più a proprio favore. Ma il risvolto tragicomico è che i fondi lo fanno perché hanno comprato polizze assicurative sul debito greco (credit default swaps) quasi sempre senza aver anche acquistato i titoli del paese e guadagneranno se la Grecia fallisce. E per rinforzare la loro posizione minacciano di ricorrere alla corte europea dei diritti dell’uomo se gli sarà imposto questo accordo. L’autore non senza ironia precisa che questo non vuol dire che la speculazione sia un diritto dell’uomo ma che i fondi intendono ricorrere contro la violazione del diritto di proprietà.
Abbiamo già detto più volte che le dinamiche della finanza e dell’economia reale sono diverse. Nell’economia reale mi compro una polizza contro il furto della mia auto per ottenere un risarcimento in caso il furto accada. In finanza molte persone che non conosco comprano invece la polizza sulla mia auto sperando che me la rubino o che le probabilità che questo accada aumentino in modo da poter intascare il premio o poter rivendere la propria polizza a prezzi maggiori. E spesso in si limitano solo a “gufare” ma si adoperano attivamente affinchè il furto avvenga. E’ un po’ quello che accade con i cds dove l’evento negativo da assicurare è in questo caso il fallimento della Grecia.
Se vedo che sto per investire una persona freno bruscamente per evitare l’incidente. Se sono davanti uno schermo e con un clic posso rovinare la vita di milioni di persone che non vedo e di cui non percepisco tangibilmente i problemi la mia sensibilità si riduce e potrei non avere il benchè minimo scrupolo. Gli studi di economia sperimentale ci dicono che l’aumento di distanza sociale riduce l’eticità dei comportamenti. E che basta pochissimo per aumentarla (si dimostra che se una controparte in un’esperimento può inviare uno smile di approvazione i comportamenti diventano molto più solidali). Possiamo provare ad inondare di hemoticon i gestori di hedge fund da tutto il mondo ma non credo basterà.
http://felicita-sostenibile.blogautore.repubblica.it 20gen2012

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