La rivoluzione può attendere....
Storie di vita vissuta. Italia 2009
Confesso, sono un cane sciolto. Intendo dire: politicamente un cane sciolto.
Sono fuori dagli schieramenti e pur conservando un certo rigore politico e
l’autonomia di pensiero, rispetto ai partiti non vado al di là di simpatie
mutevoli .
Mi piacciono però le manifestazioni. Mi piace la condivisione. I miei amici
sanno questa cosa e mi avvertono attraverso mail o sms sulle diverse
manifestazioni a cui partecipo in genere con adolescenziale entusiasmo.
Oggi ho ricevuto due sms circa i presidi da organizzare
avanti alle prefetture per chiedere la dimissione del premier. Ho controllato
la notizia su Internet e oggi pomeriggio mi sono presentata avanti alla
Prefettura di Napoli.
Non c’era nessuno. Non una bandiera, non persone dal viso conosciuto, niente di
niente. Mi sono sentita una perfetta imbecille.
Già durante l’ultima manifestazione femminista per la liberalizzazione della
pillola abortiva, in primavera, avevo provato lo stesso imbarazzo misto a un
lieve senso di stupidità: la maggior parte delle partecipanti aveva all’incirca
la mia età - erano esattamente quelle stesse persone con le quali avevo portato
avanti la lotta per l’aborto nel lontano 1980 - cioè donne fuori da qualsiasi
pericolo di gravidanza indesiderata.
Dopo un mezz’ora di ciondolare avanti alla prefettura sono riuscita a
“convertire alla causa rivoluzionaria" 2 cameriere polacche, 3 ucraine ed
una russa. Quest’ultima aveva dato un “supporto militare” alla nostra privata
manifestazione : per integrare la magra prepensione della gloriosa, ma ahimé
defunta Armata Rossa fa la badante, naturalmente illegale, presso una famiglia
napoletana.
E’ stata lei a risolvere il mistero del mancato presidio:
- Oggi è giovedì! Le cameriere hanno la libera uscita... forse la rivoluzione
antiberlusconiana la faranno domani. Oggi, devono pensare alle cose più
importanti: ai figli, alla cena.
Chiarito il mistero, abbiamo preso un gelato sotto il porticato di piazza
Plebiscito, abbiamo parlato dei figli lontani, dei soldi che scarseggiano, del
mercato di Pescopagano dove ogni sabato arriva la panna acida direttamente
dalla Polonia e i cetrioli sott'aceto dall'Ucraina, nonché l'immancabile wodka
vera e dove scambiano i pochi, ma proprio per questo preziosissimi, libri tra
di loro.
Non è stato un pomeriggio vuoto. Ho imparato molte cose.

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