La politica? Un gioco per Signorini
Alfonso Signorini è uno dei più abili produttori di infodivertimento in Italia . Mostra un volto spensierato e piacione dell’Italia. Avrà un ruolo importante in campagna elettorale.
Una previsione facile facile: Alfonso Signorini sarà uno dei protagonisti della prossima campagna elettorale. Lo si intuisce dagli eventi dell’ultimo mese: a metà dicembre il direttore di Chi debutta alla conduzione del talk-show leggero “Kalispera!”, e già ingaggia un testa a testa in termini di audience con il consolidato “Porta a Porta”. E dal lato di Chi, Signorini piazza una conturbante foto di Massimo D’Alema a Sankt Moritz, che desta un mare di polemiche e un oceano di attenzione verso la notizia (?) stessa.
FENOMENOLOGIA DI SIGNORINI
Per comprendere il ruolo politico e mediatico di Alfonso Signorini
nell’Italia di oggi si può innanzi tutto leggere l’accorta analisi di Filippo
Ceccarelli su Repubblica. Ancor meglio, si dovrebbe studiare con
attenzione l’intervista allo stesso Signorini su Il Giornale. Secondo
Ceccarelli, il metodo da rotocalco utilizzato da Signorini è
un modo nuovo di fare politica, e tra le righe del pezzo traspare quasi un
timore per la forza dirompente di questo metodo. Nell’intervista, Signorini
rivendica con orgoglio il fatto di farsi “le domande che si fa la gente
comune”, e con qualche compiacimento si stupisce che qualcuno possa
pensare a una “fenomenologia di Alfonso Signorini”. Ma è l’intervista stessa a
mettere bene in chiaro la sua strategia mediatica e la sua fenomenologia.
Da un certo punto di vista, forse non c’è nulla di nuovo sotto il sole.
Signorini è uno dei più abili produttori di “infodivertimento”
(infotainment) che abbiamo oggi in Italia, e sta semplicemente
seguendo la falsariga di quello che già da anni accade negli Stati Uniti: in
misura sempre maggiore i cittadini si informano attraverso spettacoli di
intrattenimento, e nel contempo prestano meno attenzione a formati tradizionali
come i telegiornali. Negli Usa ci sono show come quelli di David Letterman, Jay
Leno e Jon Stewart, che ormai da anni vengono studiati nel loro contenuto
politico. (1)
“Kalispera!” è una versione italiana di questo tipo di prodotti: scanzonata,
nazional-popolare per il suo appello alla “gente comune” ed essenzialmente
berlusconiana, in quanto si conosce benissimo l’identità del datore di lavoro
di Signorini. Naturalmente Kalispera non è un caso unico: esistono in Italia
altri prodotti di infodivertimento, che si focalizzano su un pubblico
probabilmente diverso da quello di “Kalispera” e offrono contenuti diversi,
come ad esempio la trasmissione “Vieni via con me” con Fabio Fazio e Roberto
Saviano. Ma Signorini va studiato con attenzione, un po’ come Umberto Eco fece
con Mike Bongiorno.
Quali sono le caratteristiche dell’infodivertimento offerto da Signorini?
L’analisi economica ci dà un aiuto: si tratta di un prodotto che
contemporaneamente soddisfa le esigenze dal lato della domanda e da quello
dell’offerta. La telefonata di Silvio Berlusconi a “Kalispera” aumenta
l’audience, e contemporaneamente permette a Berlusconi di fare un mini-comizio
elettorale in orari strani. A conti fatti, Berlusconi è felice il doppio, come
beneficiario finale degli introiti pubblicitari e come presidente del
Consiglio. A questo proposito, nell’intervista al Giornale Signorini
sottolinea come le vendite di Chi aumentino sensibilmente tutte le
volte che in copertina fa la sua apparizione Berlusconi e/o famiglia. Signorini
vende prodotti politicamente perfidi, come la foto di D’Alema a Sankt Moritz,
ma anche mediaticamente sublimi, come il reality-sketch di Emanuele Filiberto
che si fa correggere gli strafalcioni alla lavagna durante una delle ultime
puntate di “Kalispera”.
UN'ITALIA SPENSIERATA
Tutto questo armamentario avrà un ruolo importante in campagna elettorale: Chi e “Kalispera” mostrano un volto spensierato dell’Italia, inculcando l’idea che le cose – durante la lunga era di Berlusconi - non vanno poi così male. E se i cittadini italiani si sentono più felici, è probabile che alle prossime elezioni voteranno più volentieri per il governo in carica. Chiacchiere da bar? Neanche tanto: uno studio molto recente apparso sui Proceedings della National Academy of Sciences racconta come negli Usa il politico in carica (governatore, senatore o presidente) riceva un numero di voti significativamente maggiore se nella settimana precedente le elezioni la squadra locale di football vince una partita. (2)
L’effetto
non è trascurabile: dopo una vittoria, la percentuale di voti a favore del
politico in carica aumenta di almeno l’un per cento. Inoltre, tale effetto è
tanto maggiore quanto più la partita è importante e la vittoria sorprendente.
Ebbene, tornando baroccamente ai casi nostri, uno show come “Kalispera” è
sorprendentemente allegro e sereno rispetto ai tempi attuali e potrebbe dare il
suo (piccolo) contributo alle chances elettorali di Berlusconi. Se è vero che
gli elettori - come mostrato dalla ricerca più recente - sono contemporaneamente
razionali ed emotivi, non deve stupire che eventi irrilevanti
possano influenzare le loro scelte politiche semplicemente cambiandone l’umore
medio. (3)
Sotto questo punto di vista, le teste pe(n)santi del centrosinistra devono
evitare l’errore di prendere sotto gamba la strategia mediatica
messa in atto da Signorini, così come spesso hanno sottovalutato l’abilità
politica di Berlusconi. In ogni caso, a prescindere dai contrasti interni, la
situazione del centrosinistra è resa oggettivamente più complicata dal
conflitto di interessi che affligge (?) Berlusconi e gli permette di usufruire
liberamente di un’arma mediatica acuminata come Signorini. E nelle circostanze
difficili Signorini sa anche prendersi un rischio, come quello di intervistare
in esclusiva Ruby Rubacuori. Una mossa difficile, che ancora una volta cerca di
accontentare il lato della domanda, con le sue bramosie
voyeuristico-informative, e il lato dell’offerta, con l’esigenza di contenere i
danni e di mostrare Berlusconi come un magnanimo benefattore disinteressato.
(1)Ad esempio: David Niven, Robert Lichter e Daniel
Amundson [2003]. “The Political Content of Late Night Comedy.” The
International Journal of Press/Politics, 8(3): 118-133. Abstract
disponibile qui.
(2)Andrew J. Healy, Neil Malhotra, and Cecilia Hyunjung Mo
[2010]. “Irrelevant Events Affect Voters' Evaluations of Government
Performance.” Proceedings of the National Academy of Sciences.
107(29): 12804-12809. Disponibile qui.
(3)Ad esempio: Jonathan Ladd e Gabriel Lenz [2008].
“Reassessing the Role of Anxiety in Vote Choice.” Political Psychology,
29(2): 275-296. Disponibile qui.
http://www.lavoce.info 21.01.2011

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