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La nuova religione sarà come il «Lego»

Per reazione alla società dei consumi, la domanda di religioso diventerà più forte

 



La diffusione di democrazia e mercato genera precarietà, cui la democrazia, da sola, non basta a fornire senso. Essa infatti organizza la libertà individuale ma non costituisce, in sé, un progetto politico che possa rendere meno esposti alla precarietà. Ed ecco che rinasce il bisogno di trovare un senso alla durata, sia grazie alla nazione, sia grazie alla religione. Il giogo integralista non resisterà, ne sono convinto, al desiderio di democrazia e di consumo dei giovani di tutto il mondo. Al contrario, per reazione alla società dei consumi, la domanda di religioso diventerà più forte. Il XXI secolo sarà, all’inizio, il secolo del confronto e della concorrenza tra le religioni e all’interno del Cristianesimo e dell’Islam. In particolare, se il Cristianesimo e l’Islam rifiuteranno di prendere posizione sul preservativo, è anche perché vorranno mantenere un vantaggio demografico. Questa guerra di influenza, così tragica per l’umanità, finirà a mio avviso per risolversi con la moltiplicazione delle Chiese. Credo che noi non ci stiamo dirigendo verso un mondo religioso o laico, ma verso un individualismo che condurrà progressivamente a ciò che chiamerei la «religione Lego» , o la «religione dell’ego» , in cui ognuno prenderà qualcosa dal Cristianesimo, dall’Islam, dal Buddhismo, e questo gli permetterà di costruirsi un suo credo. — oggi l’utopia dell’immortalità è una delle più grandi della nostra società. Noi trasmettiamo ai nostri figli un senso di eternità. Cristallizziamo il tempo in oggetti, e questo ci infonde un sentimento di immortalità: non possiamo morire, crediamo, prima di avere utilizzato questi oggetti. E crediamo che la scienza ci darà l’immortalità tramite l’allungamento della durata della vita e la clonazione. Ma queste ricerche non impediranno agli uomini di avere bisogno di un patto con la morte, cioè di immaginare un aldilà. Lo si vede in particolare nella società americana, in cui la democrazia non riesce a realizzare un sogno laico. Il religioso potrebbe anche mettere sul potere politico una cappa di piombo tale da ostacolarne il funzionamento democratico. Negli Stati Uniti i predicatori giocano un ruolo sempre più rilevante nella vita politica. Lo stesso George W. Bush fu eletto grazie ai voti degli evangelici, che non smettono di crescere in tutto il mondo — oggi sono più di 160 milioni. Queste Chiese, nate dal Protestantesimo e dalla Chiesa pentecostale, utilizzano tutti i mezzi di comunicazione per fare proselitismo, promettendo la ricchezza e il Paradiso. Per il momento sono solo delle macchine per la conversione, non per la conquista del potere politico. Se le nostre società non sapranno dare un senso pieno alla morte, e se gli individui non sapranno costruire un rapporto individuale con la vita, allora certe religioni imporranno un rapporto collettivo con la morte. Da questo punto di vista l’Islam è quella che può farlo meglio. Essendo la più astratta tra le religioni è anche la più universale: se esiste una religione mondialista, quella è certamente l’Islam. Attualmente assistiamo dunque a una battaglia tra l’uniformazione delle religioni, il loro tentativo di presa globale e la loro diversificazione, la loro frammentazione e balcanizzazione. Una frammentazione che oggi è parziale ma domani sarà ancora più drastica, e in cui ciascuno porterà la propria definizione di religioso. La distinzione tra sette e religioni sarà sempre più incerta. Così potremmo tendere verso una religione individualista in cui ognuno userebbe il proprio rapporto con il mondo, la natura e quello che egli chiama — o non chiama— Dio come fattore esplicativo del mondo. È la religione Lego, dal nome del gioco di costruzioni. Il XXI secolo vedrà all’inizio sorgere ogni sorta di nuove religioni. Alcune permetteranno di credere in un’immortalità personale. Altre forniranno agli uomini una morale collettiva. Altre ancora permetteranno di pensare in modo diverso il rapporto con la natura. Tutte dureranno molto meno delle religioni attuali. Poi ognuno agirà in modo personale. Nella musica, la creazione odierna non si fonda più sulla scrittura di una partitura in note, ma su una mescolanza di opere scritte da diversi compositori precedenti, con tecniche diverse. Allo stesso modo, in materia di fede, questa vittoria dell’ «e» sull’ «oppure» farà del meticciato delle religioni l’inizio di un mondo infinitamente più vario. Un mondo in cui ciascuno si fabbricherà la propria religione, come nel Lego. Una religione personale. Una religione dell’ego.

 

Corriere della Sera 28.3.11

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