La moralità? Nasce insieme a noi
Un meccanismo del cervello ci fa scegliere i comportamenti. A Genova Animismo e soprannaturale: se ne parlerà al Festival della Scienza
Viene a tutti spontaneo descrivere le nostre interazioni con un calcolatore portatile, e pensarle nel nostro intimo, con espressioni del tipo: «Si rifiuta di», «Non capisce che», «Insiste a». Attribuire intenzioni e volontà proprie a oggetti inanimati si chiama animismo o antropocentrismo. Forse un moderno calcolatore è talmente complesso che questa tendenza si giustifica, almeno un po' . Ma che dire delle nuvole, gli uragani, i campanelli, le automobili, i giocattoli e il vento? Questi sono solo alcuni degli oggetti ai quali vengono normalmente attribuite volontà e intenzioni, come mostrato dall' antropologo americano Stewart Elliott Guthrie.
La tendenza animistica è già presente nei bimbi anche molto piccoli ed è presumibilmente innata. A Harvard, la psicologa Susan Carey ha dimostrato che già a 10 mesi i bambini attribuiscono ad «agenti nascosti» il verificarsi di alcuni eventi. Lascio descrivere questo esperimento a Vittorio Girotto, psicologo cognitivo, professore all' Università di Venezia e co-autore con lo storico della biologia Telmo Pievani (Università di Milano Bicocca) e il neuropsicologo Giorgio Vallortigara (Università di Trieste), del saggio appena pubblicato «Nati per credere» (Codice Edizioni), in scena domenica 2 novembre al Festival della Scienza a Genova.
«Ai bambini - mi spiega Girotto - viene mostrato un filmato in cui si vede un sacchetto che vola sopra un muro e che atterra dall' altra parte. Sebbene il momento del lancio vero e proprio sia nascosto, l' impressione che ne riceve un adulto è che qualcuno abbia lanciato il sacchetto al di là del muro. I bambini vedono la sequenza ripetutamente, fino a che il loro interesse scema. A questo punto viene mostrato loro una mano, ovvero un potenziale agente causale, collocato dalla parte giusta (sul lato da dove il sacchetto è stato lanciato) oppure dalla parte sbagliata (là dove il sacchetto è atterrato). I bambini guardano molto più a lungo, incuriositi, la mano che sta sul lato sbagliato». Chiedo a Girotto quale lezione generale si trae da vari esperimenti di questo tipo. «Sembra che i membri della nostra specie siano biologicamente preparati a concepire differenti tipi di entità, oggetti inerti e oggetti animati, e a utilizzare una tale fondamentale distinzione di fondo per trarne conseguenze sulla cause e gli effetti di quanto avviene nel mondo».
In sostanza, come già aveva intuito Kant e aveva poi rivelato sperimentalmente negli anni Cinquanta del secolo scorso il grande psicologo belga André Michotte, noi percepiamo direttamente la causalità. Vediamo letteralmente che una sferetta rossa in movimento colpisce una sferetta blu immobile e «la fa partire», «la spinge». (Lo si può vedere sul sito http://cogweb.ucla.edu/Discourse/Narrative/michotte-demo.swf). Siamo, quindi, dotati da madre natura di un rivelatore di agentività, cioè una macchinetta cerebrale e mentale che registra irresistibilmente chi (o cosa) fa che cosa a qualcos' altro. Girotto aggiunge: «Alcuni aspetti di questo rilevatore di "agency" sono presenti anche in altre specie, ma è nella specie umana che il meccanismo ha raggiunto un livello di sviluppo persino ipertrofico, cioè enorme e abnorme. Ed è proprio da questo rilevatore di "agency" che probabilmente hanno preso origine le concezioni sovrannaturalistiche».
Questi tre insigni autori, ciascuno internazionalmente noto nel rispettivo settore, illustrano anche alcuni risultati della psicologia dello sviluppo e dell' etologia che dimostrano la precocità dei comportamenti morali nella nostra specie e la presenza di comportamenti proto-morali in animali non umani. Il loro triplice sguardo sui fondamenti naturali delle credenze religiose (sguardo psicologico, storico-scientifico e neurobiologico) è senz' altro destinato a suscitare un animato dibattito
(25 ottobre 2008) - http://www.corriere.it

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