La mia sfida verde
Obama ha avuto un'idea meravigliosa. Perché la green economy salverà il pianeta. E aiuterà i paesi poveri.
Amartya Sen sta con Barack Obama. Soprattutto, dice in questo colloquio con 'L'espresso', sposa l'idea del presidente degli Stati Uniti di avviare una rivoluzione verde attraverso la quale rigenerare l'economia. Un modo diverso e nuovo, a suo avviso, per cercare di uscire da una crisi economica profonda di cui analizza le cause remote. Una, forte, la individua nella mancanza di equilibrio tra le ragioni del mercato e quelle che definisce le "istituzioni non di mercato", welfare, impegno sociale contro la povertà. Ecco, la povertà. È stata, a lungo, il terreno di studio del professore indiano premio Nobel per l'economia nel 1998. Non se ne dimentica nemmeno adesso che si trova a parlare di sviluppo sostenibile. Nella nuova filosofia appena avviata che sembra ispirare il mercato globale per il prossimo futuro intravede una possibilità anche per i paesi più arretrati di uscire dal loro disagio.
Professor Amartya Sen, partiamo da una premessa. Perché è necessario oggi essere tutti ecologisti? Perché è diventato un dovere inderogabile battersi a difesa dell'ambiente?
"Ci sono delle ragioni, delle esigenze sia locali sia globali per battersi per la difesa e la salvaguardia dell'ambiente. Le ragioni locali appaiono ovvie se ci si trova a Pechino, Nuova Delhi o Cttà del Messico e si cerca di guardare qualcosa a distanza attraverso l'inquinamento urbano o si cerca di respirare un'aria fresca che è difficile da trovare. Ma le necessità di un piano per l'ambiente non si esauriscono qui, con queste considerazioni su aspetti specifici. Ci sono grandi temi come il riscaldamento globale o l'impoverimento dello strato di ozono nell'atmosfera che riguardano tutti. E tutti i paesi devono andare oltre i loro interessi per contribuire al miglioramento dell'ambiente del mondo intero".
Oltre a un'esigenza strettamente ecologica ce n'è un'altra che riguarda lo sviluppo. La 'green economy' come occasione di progresso non solo per i paesi del Primo mondo, ma anche di quelli del Terzo mondo. Come coglierla?
"Vanno considerati almeno tre tipi di vantaggi. Il primo. Allo stesso modo in cui gli investimenti verdi possono essere uno stimolo per aiutare i paesi sviluppati, se pianificati con cura possono dare un contributo all'espansione dell'economia dei Paesi poveri. Secondo. La salvaguardia dell'ambiente locale può aumentare la qualità della vita delle persone che abitano nei Paesi in via di svuluppo. Terzo. Le popolazioni dei Paesi in via di svuluppo vivono nello stesso unico mondo, non abitano su Marte. I contributi che verranno dati per migliorare l'ambiente nella sua globalità aiuteranno a rendere più sicura la vita di tutti i popoli, inclusi quelli che vivono nei paesi in via di sviluppo".
Dunque lei appoggia in pieno l'impegno del presidente Obama per una rivoluzione verde che diventi anche il motore di un'economia in pieno affanno dopo la crisi.
"L'elezione di Barack Obama è stata un grande evento non solo per gli Stati Uniti, ma per il mondo intero. E per molte ragioni. Da quando è impegnato nel cercare di risolvere la crisi, Obama ha affrontato una serie di questioni cruciali. Ne cito alcune. La necessità che lo Stato impartisca buone regole; gli interventi pratici per stimolare l'economia e la necessità di una copertura assicurativa universale in campo sanitario che esiste in Europa e in Canada ma non negli Stati Uniti. Per quanto rigurda la svolta verde, le industrie amiche dell'ambiente sono, naturalmente, parte della soluzione a lungo termine dei nostri problemi che riguardano l'eccessivo sfruttamento e la decimazione dell'ambiente e che sono, anch'essi, di lunga durata. Quest 'approccio rappresenta davvero una novità importante, una maniera nuova di stimolare l'economia. Ma Obama ha posto l'accento soprattutto sull'importante connessione che esiste tra due fattori. Se pianificati con cura i nuovi investimenti che saranno necessari per generare o espandere la produzione e il consumo 'amici dell'ambiente' potranno anche contribuire a rigenerare l'economia".
http://www.gruppoespresso.it - 07 maggio 2009

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