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La forza di vivere nella verità

La forza di Havel di vivere nella verità e giustizia.





La più grande mancanza nel mondo non è di petrolio, di acqua pulita, o di cibo, ma di leadership morale. Con un impegno alla verità - scientifica, etica e personale - una società è in grado di superare le innumerevoli crisi di povertà, di malattie, fame e instabilità a cui siamo confrontati. Eppure, il potere aborre la verità, e la combatte strenuamente.
Havel è stato un leader centrale dei movimenti rivoluzionari che culminarono con la libertà nell'Europa dell'Est e con la fine, questo mese di venti anni fa, dell'Unione Sovietica. Le opere, gli scritti e le lettere di Havel descrissero la battaglia morale del vivere onestamente sotto le dittature comuniste dell'Europa dell'Est. Rischiò tutto per vivere nella verità, come la chiamava - onesto verso sé stesso ed eroicamente onesto verso il potere autoritario che reprimeva la sua società e calpestava le libertà di centinaia di milioni.
Egli pagò a caro prezzo la sua scelta, trascorrendo diversi anni in carcere e molti altri sotto sorveglianza, vessazioni e censura dei suoi scritti. Eppure il bagliore della verità si diffuse. Havel diede speranza, coraggio, e perfino mancanza di paura ad una generazione di suoi compatrioti. Quando la ragnatela di bugie collassò nel novembre 1989, centinaia di migliaia di Cechi e Slovacchi si riversarono nelle strade per proclamare la loro libertà - e per proiettare lo scrittore bandito ed incarcerato verso il castello di Praga come nuovo presidente eletto della Cecoslovacchia.
Io fui testimone del potere di vivere nella verità in quell'anno, quando la leadership del movimento di Solidarietà polacco mi chiese di aiutare la Polonia nella sua transizione verso la democrazia ed un'economia di mercato - parte di ciò che i polacchi chiamarono il loro "ritorno in Europa". Incontrai e fui profondamente ispirato da molti nella regione che, come Havel, vivevano nella verità: Adam Michnik, Jacek Kuron, Bronislaw Geremek, Gregorsz Lindenberg, Jan Smolar, Irena Grosfeld, e, ovviamente, Lech Walesa. Questi coraggiosi uomini e donne, e quelli come Tadeusz Mazowiecki e Leszek Balcerowicz che guidarono la Polonia nei suoi primi passi nella libertà, ebbero successo grazie alla loro combinazione di coraggio, intelletto ed integrità.
Il potere di dire la verità quell'anno creò un abbagliante senso di possibilità, provato dal disfacimento di una delle egemonie più ricalcitranti della storia: la dominazione sovietica dell'Europa dell'Est. Michnik, come Havel, irradiava la gioia della verità senza paura. Gli chiesi nel luglio 1989, mentre il regime comunista della Polonia si stava già disfacendo, quando la libertà avrebbe raggiunto Praga. Mi rispose, "Entro la fine dell'anno".
"E come fai a saperlo?", gli domandai. "Ero giusto con Havel in montagna la settimana scorsa", disse. "Non avere paura. La libertà è in cammino". La sua previsione era corretta, ovviamente, e con un mese d'avanzo.
Così come le menzogne e la corruzione sono contagiose, allo stesso modo la verità morale ed il coraggio si diffondono da un campione ad un altro. Havel e Michnik ebbero successo in parte a causa del miracolo di Mikhail Gorbachev, il leader sovietico che emerse da un sistema avvelenato, ma che apprezzava la verità più della forza. E Gorbachev poté trionfare in parte grazie al puro potere dell'onestà del suo compatriota, Andrei Sakharov, il grande e coraggioso fisico nucleare che pure lui rischiò tutto per dire il vero nel cuore stesso dell'impero sovietico - e che pagò a caro prezzo con anni di esilio interno.
Questi capisaldi della leadership morale si ispirarono tipicamente ad altri esempi ancora, incluso quello del Mahatma Gandhi, che intitolò la sua autobiografia La Storia dei miei Esperimenti con la Verità. Essi credettero tutti che la verità, sia scientifica sia morale, potesse alla fine prevalere contro qualunque falange di bugie e del potere. In molti persero la vita nel servire questo credo; tutti noi che viviamo oggi godiamo dei benefici della loro fede nel potere della verità in azione.
La vita di Havel ci ricorda i miracoli che questo credo può produrre; tuttavia, è anche un promemoria del fatto ben più fosco che le vittorie della verità non sono mai definitive. Ogni generazione deve adattare le sue fondamenta morali alle condizioni perennemente mutevoli della politica, della cultura, della società e della tecnologia.
La morte di Havel giunge in un tempo di imponenti manifestazioni in Russia di protesta contro i brogli; di violenze in Egitto mentre attivisti democratici combattono forze militari profondamente radicate; di sollevazioni nella Cina rurale contro funzionari locali corrotti; e di polizia in assetto antisommossa che smantella violentemente i siti di protesta del movimento Occupy nelle città americane. Il potere e la verità rimangono agganciati in combattimento in tutto in mondo.
Gran parte dello scontro odierno - dappertutto - oppone la verità all'avidità. Anche se le nostre sfide sono differenti da quelle con cui si confrontò Havel, l'importanza di vivere nella verità non è cambiata.
La realtà di oggi è quella di un mondo in cui la ricchezza si traduce in potere, ed il potere viene abusato al fine di accrescere la ricchezza personale alle spese dei poveri e dell'ambiente naturale. Mentre quelli al potere distruggono l'ambiente, lanciano guerre su falsi pretesti, fomentano il malcontento sociale, ed ignorano la piaga della povertà, essi sembrano ignari del fatto che anche loro ed i loro figli pagheranno un prezzo molto salato.
I leader morali oggi giorno dovrebbero costruire sulle fondamenta poste da Havel. Molte persone, naturalmente, disperano riguardo alle possibilità di un cambiamento costruttivo. Eppure le battaglie a cui siamo confrontati - contro potenti lobby corporative, l'implacabile propaganda degli uffici di pubbliche relazioni, e le menzogne incessanti dei nostri governi - sono un'ombra di quanto Havel, Michnik, Sakharov, e altri dovettero affrontare quando si opposero a brutali regimi di stampo sovietico.
Contrariamente a questi titani del dissenso, noi disponiamo degli strumenti dei social media per diffondere la parola, superare l'isolamento, e mobilitare milioni a supporto delle riforme e del rinnovamento. Molti di noi godono di diritti basilari di parola e assemblea, sebbene questi siano inevitabilmente conquistati a fatica, imperfetti e fragili. Eppure, della più profonda importanza e beneficio, a noi ci è data la perdurante ispirazione che deriva dalla vita di Havel nella verità.

www.project-syndicate.org    2011-12-20

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