La complicata ricerca di un sostituto dell'ici
Un'imposta sul patrimonio immobiliare è considerata la migliore soluzione per il finanziamento degli enti locali. E infatti è negli Stati Uniti vige la property tax.
Uno dei problemi aperti dopo la soppressione dell’Ici sulla prima casa casa e che tale rimane anche dopo la pubblicazione della Relazione del Governo sul Federalismo Fiscale è quello di trovare una nuova fonte di prelievo per il finanziamento degli enti locali. Si parla da molti mesi, e anche nella Relazione, di una imposta sui servizi che dovrebbe (forse) assorbire anche alcune tariffe in vigore. Per il momento, tutto è molto incerto e confuso; proprio per questo può essere utile prospettare una razionalizzazione delle varie opzioni possibili (e praticate) per una tassazione in sede locale.
IL PRINCIPIO DEL BENEFICIO
È opinione diffusa, e abbastanza condivisa tra gli studiosi,
che un buon sistema di finanziamento degli enti locali
dovrebbe far riferimento al cosiddetto principio del beneficio: ognuno dovrebbe
pagare per il finanziamento dei beni e servizi prodotti dalla collettività, in
base ai benefici effettivamente ricevuti. Ciò porta immediatamente all’idea di tariffa,
ma poiché non è possibile calcolare esattamente in che misura ciascun cittadino
beneficia di beni e servizi ampiamente indivisibili, la realizzazione pratica
del principio porterebbe ad un’ipotesi di ripartizione dei relativi costi pressoché
uniforme tra i cittadini, in quanto, più o meno tutti, beneficerebbero nella
stessa misura dell’attività dell’ente locale. La soluzione tecnica è la “poll
tax”, un prelievo eguale per tutti (una tariffa onnicomprensiva) in grado
di coprire i costi di produzione. La introduzione di una poll tax per
il finanziamento dei servizi locali fu proposta dalla signora Thatcher
per il Regno Unito e fu una delle cause della sua caduta e sostituzione alla
guida del governo, per la evidente iniquità del prelievo proposto.
Un altro ragionamento, pur sempre legato alla teoria del beneficio, porta a
conclusioni alquanto diverse: fermo restando che esistono servizi pubblici
locali a domanda individuale per i quali si può ben applicare la logica
prezzo-tariffa, va riconosciuto che i proprietari di immobili
sono fra i principali beneficiari di servizi locali efficienti che
contribuiscono alla crescita dei valori immobiliari; inoltre sia la domanda che
i costi di offerta dei servizi forniti nei centri urbani sono più elevati di
quelli forniti in periferia. Si conclude quindi che un’imposta sul patrimonio
immobiliare è la migliore soluzione per il finanziamento degli enti locali. Nel
caso di immobili in affitto si può discutere circa l’opportunità di ripartire
l’onere dell’imposta tra proprietari e affittuari.
Questa soluzione è quella da sempre adottata dagli Stati Uniti
e da numerosi altri paesi, e anche, molto timidamente, dall’Italia con l’Ici.
Negli Stati Uniti, la property tax fornisce un gettito molto
rilevante: tra un quinto e un quarto dell’intero gettito delle imposte dirette,
oltre il 3 per cento del Pil; le aliquote di imposta sono elevate: mediamente
l’1 per cento del valore patrimoniale; la base imponibile è rappresentata dal
valore effettivo di mercato con i catasti che vengono continuamente aggiornati.
In sostanza, l’Ici non era che una pallida riproduzione di una normale imposta
locale sul patrimonio, eppure è stata ritenuta insopportabile e abolita.
CONFRONTO TRA IMPOSTE
Vediamo quali possono essere state le cause e le conseguenze
di questa scelta che ci costringerà ad acrobazie logiche e tecniche per
individuare un prelievo sostitutivo.
A questo fine utilizziamo (tabella 1) i dati relativi alla distribuzione del
reddito e del patrimonio delle famiglie italiane elaborati ogni anno dalla
Banca d’Italia per via campionaria e riportati all’universo (per un valore
complessivo del solo patrimonio mobiliare di oltre 5mila miliardi nel 2006). I
dati consentono di verificare la distribuzione del patrimonio
che corrisponde alla distribuzione del reddito per decili di famiglie e quindi
di valutare gli effetti distributivi rispetto al reddito di differenti forme di
prelievo locali che forniscono lo stesso gettito: una poll tax,
un’imposta proporzionale sul reddito e un’imposta proporzionale sul patrimonio
immobiliare con aliquota dello 0,5 per cento.
Tabella 1: Distribuzione del reddito e del patrimonio immobiliare delle famiglie italiane- 2006
|
Decili di reddito |
Numero di famiglie |
Percentuale del reddito |
Media familiare reddito |
Media familiare-attività reali |
Percentuali di attività reali |
|
fino al 1 decile |
2.283.275 |
2,6 |
10.740 |
43.863 |
1,9 |
|
dal 1 al 2 decile |
2.283.275 |
4,3 |
17.763 |
73.829 |
3,2 |
|
dal 2 al 3 decile |
2.283.275 |
5,4 |
22.307 |
94.593 |
4,1 |
|
dal 3 al 4 decile |
2.283.275 |
6,5 |
26.850 |
131.508 |
5,7 |
|
dal 4 al 5 decile |
2.283.275 |
7,6 |
31.394 |
173.036 |
7,5 |
|
dal 5 al 6 decile |
2.283.275 |
8,9 |
36.764 |
186.879 |
8,1 |
|
dal 6 al 7 decile |
2.283.275 |
10,5 |
43.374 |
214.565 |
9,3 |
|
dal 7 al 8 decile |
2.283.275 |
12,5 |
51.635 |
281.473 |
12,2 |
|
dal 8 al 9 decile |
2.283.275 |
15,3 |
63.202 |
376.066 |
16,3 |
|
Oltre il 9 decile |
2.283.275 |
26,4 |
109.054 |
729.060 |
31,6 |
|
Totale |
22.832.755 |
100,0 |
41.308 |
230.715 |
100,0 |
I risultati sono riassunti nella tabella 2, dalla quale si ricava che a) il
gettito potenziale di una imposta sul patrimonio immobiliare
valutato ai prezzi di mercato, applicando un’aliquota molto ridotta, del 5 per
mille, è molto elevato: oltre 26 miliardi di euro. Se si decidesse di concedere
una detrazione di imposta generalizzata tale da escludere dal prelievo il primo
decile di contribuenti, come avviene negli Stati Uniti e come avveniva con
l’Ici, il gettito rimane consistente: oltre 21 miliardi. b) Un’imposta
proporzionale sul patrimonio funziona come un'imposta lievemente
progressiva rispetto al reddito (sia pure con qualche imperfezione). c)
L’approccio tariffario al funzionamento degli enti locali (poll tax)
è, come ovvio, molto regressivo. d) Confrontando l’imposta patrimoniale con un
prelievo proporzionale sul reddito, a parità di gettito, si verifica che, con
la patrimoniale, pagano meno gli 8 decili più bassi e di più i due decili più
elevati (i più ricchi). L’incidenza media è comunque molto bassa.
Tabella 2: Incidenza percentuale rispetto al reddito familiare di diverse imposte locali (***)
|
Decili di reddito |
Poll tax (tariffa) %* |
Imposta proporzionale al reddito** |
Imposta proporzionale sul patrimonio immobiliare (0,5%) |
|
fino al 1 decile |
10,72 |
2,79 |
2,04 |
|
dal 1 al 2 decile |
6,45 |
2,79 |
2,08 |
|
dal 2 al 3 decile |
5,16 |
2,79 |
2,12 |
|
dal 3 al 4 decile |
4,29 |
2,79 |
2,45 |
|
dal 4 al 5 decile |
3,67 |
2,79 |
2,75 |
|
dal 5 al 6 decile |
3,13 |
2,79 |
2,54 |
|
dal 6 al 7 decile |
2,66 |
2,79 |
2,47 |
|
dal 7 al 8 decile |
2,23 |
2,79 |
2,72 |
|
dal 8 al 9 decile |
1,82 |
2,79 |
2,97 |
|
Oltre il 9 decile |
1,06 |
2,79 |
3,34 |
* La poll tax è fissata al livello di 1152 euro a famiglia in modo da ottenere la parità di gettito con le altre imposte
** L’aliquota proporzionale che garantisce la parità di
gettito è pari al 2,79 per cento
*** Il gettito assicurato dalle tre forme di prelievo risulta pari a 26,3
miliardi di euro.
Concludendo, rispetto a una imposta patrimoniale, qualsiasi prelievo che finanzi i servizi locali facendo riferimento oltre che a logiche tariffarie anche a parametri integrativi, quali il reddito, i metri quadri dell’abitazione, la composizione dei nuclei familiari, come presumibilmente farebbe la nuova imposta, avrebbe comunque l’effetto di trasferire il prelievo dai più ricchi agli altri contribuenti; e, poiché alle famiglie più povere dovrà comunque essere assicurata una protezione, ciò significa un maggior onere sulle classi medie. In sostanza l’abolizione dell’Ici, invece di una sua razionalizzazione mediante revisione dei valori catastali e riduzione delle aliquote, sembra essere stata motivata essenzialmente da ragioni di carattere distributivo.
http://www.lavoce.info 02.07.2010

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