Il suo genio tra ombre e vanità
Ritratto d'artista.
Era nato il giorno di capodanno del 1919, ed era già morto alla vita pubblica sin dal 1953, quando all' apice della popolarità decise di ritirarsi per sempre nella sua casa di campagna di Carnish, nel New Hampshire. All' epoca J. D. Salinger aveva appena 35 anni, ed era divenuto uno scrittore di culto nel momento stesso in cui il New Yorker pubblicò il primo dei suoi trentacinque racconti, intitolato Un giorno ideale per i pescibanana.
La critica lo scoprì gradualmente, e la comunità degli scrittori si divise tra la stima assoluta (Vladimir Nabokov ammirò Franny e Zooey sino alla venerazione), e la riserva venata di sarcasmo: Norman Mailer disse una volta che la sua era la «più bella intelligenza mai rimasta in un liceo privato». È stato un prodotto del melting pot americano sin dalla nascita: il padre era ebreo e la madre cattolica.
E la New York in cui era nato e cresciuto gli aveva insegnato fin da piccolo cosa significasse aspirare a un mondo dominato dalla cultura wasp quando si proviene da due minoranze. La famiglia era tutt' altro che povera, ma il benessere garantito dal padre Sol con il commercio di carne e formaggi non aveva la stessa rispettabilità delle professioni esercitate dai genitori dei compagni di classe. Il rapporto con il padre, che cercò di convincerlo a diventare un commerciante di carni, fu pessimo sin dall' infanzia: lo scrittore non andò neppure al suo funerale.
Era un estremista, ma tutt' altro che un purista. Le contraddizioni sono infinite: predicava la necessità di mangiare solo cibi organici, ma amava la terribile pizza dei locali di Cornish. Ammirava gli ideali di ascetismo buddista, ma era narciso sino all' infantilismo per i complimenti ricevuti e non sapeva resistere all' attrazione del sesso, specie se offerto da ragazze giovani. Derideva in pubblico Hemingway, ma lo ammirava in privato. Descriveva l' accademia militare come un momento disastroso della sua esistenza, ma in realtà ne serbò per tutta la vita un ricordo grato per il rigore della formazione. Negò ripetutamente che nelle sue creazioni ci fossero degli elementi autobiografici, ma non alcuni riferimenti risultano evidenti: Holden Caulfield è a capo della squadra di scherma del college, come accadde allo scrittore negli anni di maggiore ribellione.
Per non parlare di Franny, modellata sulla figlia nel ritratto infantile e sulla moglie Claire nel momento della maturità. Poche cose ne segnarono la psiche come l' esperienza in guerra, che si riflette in alcuni dei racconti più memorabili, quali Per Esmè, con amore e squallore.
Il primo a comprenderne lo straordinario talento narrativo fu il suo insegnante alla Columbia Whit Burnett, che ne pubblicò il racconto The Young Folks nella rivista Story. Sembrava l' inizio di una carriera folgorante, ma Salinger visse dieci anni di umilianti rifiuti prima che il New Yorker decidesse di pubblicare un suo racconto. La rivista riuscì a trasformarlo in un' icona letteraria nel giro di poche pubblicazioni, ma continuò a rifiutare alcuni dei racconti migliori, come avvenne in prima battuta per Il periodo blu di De Daumier-Smith. La raccolta che conosciamo come Nove racconti fu accolta da uno straordinario successo critico, che venne ripetuto con la pubblicazione di Franny e Zooey, Alzate l' architrave, carpentieri! e, ovviamente Il Giovane Holden, che tuttora risulta uno dei libri maggiormente letti e venerati nei college americani.
I personaggi della famiglia Glass entrarono immediatamente nell' immaginario collettivo statunitense, e basta pensare a un film come I Tenenbaum per comprendere come rappresentino dei riferimenti imprescindibili anche per le nuove generazioni di artisti. Sin da bambino le donne hanno rappresentato un universo di irresistibile attrazione e continua insoddisfazione. Amò non ricambiato Oona O' Neil che gli preferì Charlie Chaplin, e sposò tre donne da cui ebbe due figli con i quali ha avuto una relazione controversa. Chi ha letto le lettere d' amore scritte da Salinger racconta che siano più belle dei suoi racconti: una leggenda vuole che si sia prestato ripetutamente come ghost writer per alcuni amici innamorati.
Dopo la prima moglie Sylvia, sposò Claire Douglas quando frequentava ancora il college ed il rapporto con Joyce Maynard iniziò quando lei aveva soltanto 19 anni. Persino l' ultima moglie era più giovane di trent' anni, e in molti hanno malignato che l' avesse scelta solo perché era una infermiera. La vita coniugale era ridotto al minimo: qualunque fosse la compagna, si ritirava nello studio anche per sedici ore di fila. Nessuno era autorizzato a entrare e - ancora una stranezza - utilizzava come poltrona il sedile di un automobile. Quando tornava in casa, guardava la tv oppure il film di Hitchock I 39 scalini, amato in modo ossessivo. Più tardi - racconta la Maynard in At home in the world si limitava a pretendere un rapporto sessuale. Ha negato per tutta la vita ogni richiesta di intervista, ma una volta fu felice di concederla a due studentesse di liceo. A chi gli chiese il perché, disse semplicemente: «Sono state gentili».
http://www.repubblica.it 29 gennaio 2010

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