Strumenti personali
family

Il genitore perfetto non si misura con l'età

Nessuno può sapere esattamente e a priori qual è l'interesse di un bambino di un anno e mezzo

 

 

 

In teoria siamo tutti d´accordo. Ogni bambino deve essere protetto, amato, coccolato. Nessuno di loro ha chiesto di nascere. Nessuno ha avuto la possibilità di scegliere i propri genitori. È per questo che i genitori hanno il dovere di occuparsi al meglio dei propri figli.

Hanno il dovere di accoglierli per come sono, di accettarne le specificità, di aiutarli a crescere senza trattarli semplicemente come degli "oggetti" a loro disposizione. quando si viene al mondo, siamo tutti estremamente fragili e indifesi. Una volta detto questo, però, il consenso finisce. Perché il ruolo dei genitori non è affatto semplice ed esistono mille modi diversi di vivere la propria maternità o la propria paternità. Come si fa a definire un "buon" padre o una "buona" madre? Ci si può arrogare il diritto di decidere che è nell´interesse di un bambino essere dato in adozione perché i suoi genitori sono "troppo" anziani o hanno desiderato "troppo" avere un figlio?

Con una sentenza choc, il tribunale dei minori del Piemonte ha deciso che la volontà di concepire un bimbo non è legittima quando si fonda "sul desiderio di soddisfare a tutti i costi i propri bisogni". Che due persone "troppo anziane" che ricorrono a un´inseminazione eterologa non rispettano le "leggi di natura". E che, in casi come questo, l´interesse di un bambino è di essere adottato da un´altra coppia: persone più giovani, meno ossessionate dal desiderio di avere un figlio, più "normali". Peccato che nessuno possa sapere esattamente quale sia l´interesse di un bambino. Peccato che ognuno di noi sia particolare ed unico e che nessuno possa decidere a priori ciò che sia giusto o sbagliato per gli altri. Peccato che, forse, l´unica cosa di cui un bimbo non abbia bisogno sia di essere strappato ai propri genitori quando ha solo un anno e mezzo, e non ha ancora la possibilità di capire quello che succede, di elaborare il lutto della perdita, di pensare che l´abbandono dei suoi genitori non dipenda da lui…

Certo, è sempre pericoloso per un figlio essere considerato e trattato come un oggetto capace di colmare il vuoto interno di una madre. Quando si utilizza un bimbo per cicatrizzare la propria ferita narcisistica, lo si strumentalizza e non gli si permette di crescere in modo equilibrato. Se è vero, come pretendono gli esperti ascoltati dal tribunale del Piemonte, che la madre della piccola "Viola" (è così che la si chiama, per proteggerne l´anonimato) è incapace di stabilire con la figlia un contatto emotivo perché la sua "ferita narcisistica è intollerabile", la bambina avrà qualche difficoltà nella vita. Ma chi di noi non ha delle difficoltà nella vita che dipendono dal modo in cui i nostri genitori ci hanno trattato? Chi può veramente dire di essere stato desiderato per dei "buoni motivi"?

Non esistono dei "buoni desideri" e dei "cattivi desideri". Esattamente come non esistono delle persone che meritano o meno di diventare genitori. Il desiderio di avere un figlio è sempre complesso e ambivalente. Si può voler un figlio per colmare un vuoto, per avere un erede, per riparare qualcosa della propria storia familiare, per proiettarsi nel futuro, per lasciare una traccia in questo mondo… Esattamente come, nel passato, lo si poteva volere per conformismo, per abitudine, per rispettare le tradizioni. In fondo, poco importa. Se si vuole un figlio, è inutile cercare di capire le ragioni precise di questo desiderio. Non esiste un modello perfetto di genitore capace di garantire l´equilibrio e la serenità dei figli. Non potremmo allora semplicemente accontentarci di essere delle madri o dei padri "sufficientemente buoni", come diceva il famoso pedopsichiatra D.W. Winnicott che ha passato la propria vita a cercare di spiegare la difficoltà di essere genitori?

 

 

Repubblica 17.9.11

Azioni sul documento