Strumenti personali
portone verde

Gli inutili riti arcaici di banche e industria

Le Considerazioni sono una carrellata sulla situazione economica mondiale e dell' Italia, già nota a più, e un vasto elenco di riforme notoriamente necessarie per il Paese.


Ogni anno, il gotha della finanza italiana converge a Roma per ascoltare il governatore della Banca d' Italia che legge un testo scritto (immediatamente reso pubblico). Finita la lettura, gli illustri partecipanti in ordinata schiera dichiarano il proprio immancabile apprezzamento alla folla dei giornalisti in attesa, con dichiarazioni trasmesse da tutti i telegiornali della giornata, e reiterate il giorno dopo dai quotidiani, con ampio corredo di foto e commenti. Le Considerazioni finali non sono un' analisi congiunturale (la Banca già produce regolari analisi, tempestive ed esaustive), né uno scenario di previsione (ci sono quelli del Bollettino Economico, della Bce, Ocse, Fmi), né una spiegazione della politica monetaria (ci sono le conferenze stampa di Trichet); e neppure un' esplicitazione della posizione del Governatore su problemi specifici, che non sia già stata enunciata in testimonianze al Parlamento, discorsi pubblici, o consessi internazionali. Le Considerazioni sono una carrellata sulla situazione economica mondiale e dell' Italia, già nota a più, e un vasto elenco di riforme notoriamente necessarie per il Paese. Quelle di quest' anno non fanno eccezione.

 

Questo rito ne segue da presso un altro analogo: l' assemblea di Confidustria. Ogni anno il gotha imprenditoriale si riunisce a Roma per ascoltare il presidente che legge un testo scritto, contenente un lungo - pressoché scontato - elenco di cose da fare. Seguono i rituali servizi tv e le paginate dei quotidiani. Non dissimile il rito del discorso dei leader sindacali di fronte alla folla del 1° maggio: il solito elenco di riforme e la conseguente sovraesposizione mediatica. E questo vale, più in piccolo, per tutte le Autorità e associazioni di categoria. Inutili riti arcaici, che non hanno eguali negli altri paesi avanzati. Come non hanno eguali la notorietà e visibilità del governatore, del presidente di Confindustria, dei leader sindacali, dei grandi imprenditorie banchieri presso il grande pubblico italiano: da noi rivaleggiano con calciatori e star dello spettacolo. Ma quanti inglesi, tedeschi o americani saprebbero riconoscere l' omologo locale di Marcegaglia, Epifani, Profumo, Draghi o Tronchetti Provera? Pochi. E quante pagine le Monde, New York Times o Frankfurter Allgemeine dedicano alla riunione annuale dell' associazione degli imprenditori o della banca centrale del loro paese, o al discorso di un leader sindacale? Se va bene, un corsivo.

 

Da noi, questi riti hanno mantenuto un' importanza per la loro natura politica. Le "riforme" che Banca d' Italia, Confindustria e sindacati richiedono non investono solo le rispettive competenze istituzionali e gli interessi che rappresentano: esulano dalla stabilità del sistema finanziario, dal conto economico delle aziende o dal mercato del lavoroe pervadono la struttura sociale ed economica del Paese, spaziando dall' istruzione ai servizi pubblici locali. Non si tratta dunque di una normale attività di "lobby", che esiste ovunque. Anche la forma di comunicazione utilizzata, il discorso di fronte al pubblico dei propri affiliati, è tipica della politica di vecchio stampo. Ne consegue che il vasto pubblico percepisce inconsciamente questi personaggi come leader politici.

 

Da questo discendono sia l' attenzione dei media nei loro confronti, sia la loro spasmodica attenzione all' esposizione mediatica. Ulteriore conseguenza è l' altra anomalia italiana: il controllo dei media da parte dei più variegati interessi economici. Credo che tutto questo sia una perversione del desiderio di creare un contrappeso alla presenza storicamente intrusiva della politica a tutti i livelli della vita economica italiana; e della generale inaffidabilità della classe politica. Il risultato è però un gigantesco intreccio di interessi e confusione di ruoli che forse spiega perché, riforme "necessarie" da decenni, giungano raramente a compimento. -

 

Azioni sul documento
Ultimi articoli dello stesso autore