Don Miklos
Storie di vita vissuta. Ungheria/Italia 1975
Don Miklos era il prete della mia città, dove avevo fatto il
liceo. Era un vecchio gesuita, colto e gentile. Tra le due guerre, da giovane
sacerdote, aveva una ricca e numerosa parrocchia, che durante gli anni del
socialismo si è progressivamente atrofizzata….Negli anni settanta aveva pochi
fedeli praticanti, prevalentemente donne anziane, sovente vedove e ogni anno
riusciva a racimolare non più che qualche decina di ragazzini per il
catechismo. Celebrava pochi battesimi e pochi matrimoni: i giovani preferivano
il rito civile, specialmente dopo l’introduzione di una festa laica e gratuita
che il comune offriva agli sposi e ai neogenitori. Solo l’impatto con la morte
scuoteva gli animi tanto da preferire il funerale religioso, non si sa mai…
Sapeva che non ero credente e non cercò mai di convertirmi. Parlavamo d’altro,
dei miei studi, dei ragazzi che frequentavo, di politica e ogni tanto mi
prestava pure dei libri. Ci vedevamo spesso, perché era amico di mio nonno, che
a sua volta, per arrotondare la pensione da insegnate, durante la messa
domenicale suonava l’organo in chiesa. Quando nonno aveva il raffreddore o la
voce troppo rauca a causa delle sigarette – fumava molto – lo accompagnavo e
durante la messa rispondevo a posto suo. Quelle volte cantavo pure, più che
altro per costringere le altre donne, anzianotte e lente, a tenere il ritmo.
Dopo la messa domenicale ci fermavamo in sagrestia per chiacchierare un po’, i
due vecchietti si concedevano un bicchierino a mo’ di aperitivo e nei lunghi
pomeriggi invernali invece, egli veniva a trovarci. Nemmeno nonno era cattolico
praticante e nei loro discorsi la religione aveva un ruolo marginale.
Quando partii per la prima volta per l’Italia, don Miklos mi diede una lettera
scritta in latino.
- Senti Agi, ho bisogno del tuo aiuto. Le lezioni di catechismo sono noiose. I
bambini vengono perché costretti dai nonni più che dai genitori, ma, di fatto,
si annoiano parecchio. Già sono pochi, mi dispiacerebbe perderne altri. In
Italia esistono dei filmini fatti a diapositive, proprio per insegnare il
catechismo …sulla vita di Gesù…cose così insomma. So di certo che esistono. Non
ho idea quanto possano costare queste cose e comunque non ho valuta estera. Ma
non preoccuparti: porta questa lettera ad un parroco qualsiasi, vedrai ti
aiuterà.
Lo stato allora concedeva 150 dollari ogni tre anni per i viaggi in occidente.
Sicuramente c’erano anche delle limitazioni imposte dalla politica per i
dissidenti, ma il limite economico era valido per tutti a causa della scarsità
di valuta straniera. I fortunati che avevano parenti o amici in occidente che
garantivano vitto e alloggio, mostrando in questura un invito formale, potevano
viaggiare senza queste limitazioni. A loro però era permesso portare solo 15
dollari, acquistati legalmente in banca.
Io avevo l’invito del mio futuro marito, dunque ero davvero
a corto di denaro.
Il mio fidanzato quando gli parlai della richiesta del prete non fu entusiasta:
- Vedi tu, io con i preti non voglio niente a che spartire….Qui è diverso, qui
hanno un potere politico che nemmeno immagini.
Non mi piacque molto sua presa di posizione così drastica, non sapevo ancora
fino a che punto la chiesa cattolica interferiva con la vita dei cittadini
italiani, però non mi sembrava il caso di insistere, feci da sola un giro nelle
chiese vicine cercando di arrangiarmi con l’inglese.
Sono stata in 4 chiese del Vomero e nessun sacerdote mostrò alcuna
disponibilità verso la “chiesa del silenzio” come erano chiamate allora le
parrocchie dell’Est. Sia ben chiaro, io
non volevo soldi…volevo solo questi filmini sulla vita di Gesù per aiutare un
sacerdote a me caro a rendere un po’ più vivaci le lezioni di catechismo, in un
paese dove ciò non era incoraggiato.
Finalmente nella quinta parrocchia, quella che si trovava in via Belvedere il
prete si mostrò gentile e disponibile:
- Benissimo signorina. Organizzerò una riunione per uno di questi pomeriggi con
i miei parrocchiani, troverò anche un interprete d’inglese, così, lei potrà
raccontare delle persecuzioni cui è sottoposta la nostra amata chiesa al di là
della cortina di ferro. Dopo la conferenza faremo una raccolta e con i soldi
compreremo ciò che le serve.
- Scusi, ma io non sono d’accordo: Lo stalinismo è finito da un pezzo. La
persecuzione religiosa degli anni ‘50 non esiste più. Certo, la chiesa in
quanto istituzione non ha alcun peso politico, però è liberissima di fungere da
guida spirituale a chi lo desidera. Anche io sono stata battezzata, ho perfino
fatto la prima comunione…E’ vero, dopo smisi di frequentare la chiesa e oggi mi
riconosco atea, ma nelle mie scelte lo stato non ha alcun ruolo. No, non mi
piace ciò che lei mi chiede….in cambio di qualche filmino che servirebbe ad un
vecchio sacerdote dovrei vendere anzi svendere il mio paese?
- Cara signorina, allora non capisco cosa vuole da noi? Che le regaliamo questi
filmini? In cambio di una lettera scritta da chissà chi….?
- Io non voglio niente da lei e credo che nemmeno il nostro parroco vorrebbe
più niente. Non ad un prezzo cosi disgustoso. La saluto.
Alla fine ho comprato io questi - è il caso di dirlo - benedetti filmini….con i
miei 15 dollari. E non perché mi interessava particolarmente rendere più vivaci
le lezioni di catechismo di una piccola città ungherese ma per non distruggere
le illusioni di un vecchio sacerdote.

Precedente: La legge che il paese ancora attende

