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Dieci fatti del 2009 che influenzeranno il nostro futuro

Piccoli e grandi fatti che domineranno gli scenari dei prossimi anni

 

 

 

Nel 2009 non hanno avuto i riflettori puntati dei mezzi di comunicazione, ma saranno le storie che domineranno il 2010. Dall'alleanza navale fra Cina e Brasile che mette a rischio la supremazia americana sul mare alla tensione che divide Pechino e Nuova Delhi, fino all'investigatore americano che ha sabotato i passaporti elettronici che dovrebbero garantire la nostra sicurezza

1 - PASSAGGIO A NORD-EST

Nuove rotte commerciali nell'Artico senza ghiacci

Il mitico passaggio a Nord-Ovest esercita ancora grande fascino, ma lo scorso settembre due navi tedesche hanno fatto la storia diventando le prime imbarcazioni commerciali a effettuare il tragitto dall'Asia Orientale all'Europa Occidentale attraverso il passaggio a Nord-Est, fra Russia e Artico. Il ghiaccio prima rendeva questa rotta impossibile; con l'aumento della temperatura a livello planetario, ora è un gioco da ragazzi. Il passaggio potrebbe essere una miniera d'oro per l'industria del trasporto marittimo, perché apre una rotta più breve ed economica dall'Asia all'Europa. Il disgelo apre anche prospettive di competizione geopolitica. La Russia ha piantato la sua bandiera sul ghiaccio artico, avanzando una rivendicazione sulle risorse naturali che stanno diventando accessibili, con grande costernazione degli altri paesi nordici.

 

2 - L'EXPORT DEI DISTRETTI

Piccole imprese italiane battono la grande crisi

Stanche d'innovare, affamate di credito, bisognose di sostegni statali. Chi così dipingeva le imprese italiane e predicava su di esse il vento della crisi, stavolta, non ha raccolto tempesta. Ha sbagliato a prevedere, per l'eterno vizio molto italiano di sottovalutare (e sottovalutarsi). Che il sistema imprenditoriale fosse più vivo potevamo già intuirlo mesi fa. Nell'annus horribilis 2008, l'export era salito da 500 a 573 miliardi di dollari. Le nostre "multinazionali tascabili" (sic Mediobanca) non avevano perso il vizio di competere. Oggi sappiamo che hanno tenuto anche nel 2009. In silenzio. Nei primi 11 mesi il saldo delle imprese è salito di 26mila unità, sono morte ditte individuali, sono nate molte società di capitali. Il sistema ha vissuto la febbre della crisi per sviluppare anticorpi e ristrutturarsi. Oggi la fiducia è ai massimi da giugno 2008. In economia come nel calcio, l'Italia si scopre vincente di fronte ai grandi avversari.

 

3 - L'ASSE DIPLOMATICO CINA-INDIA

Un telefono rosso attivo tra Pechino e New Delhi

Le linee dirette fra leader mondiali, come il leggendario "telefono rosso" Mosca-Washington installato dopo la crisi dei missili a Cuba, servono a impedire fraintendimenti o difetti di comunicazione fra potenze nucleari che rischiano di sfociare in un conflitto atomico. Cina e Stati Uniti ne hanno una, e anche India e Pakistan. Quest'anno, i leader di India e Cina hanno concordato di installarne una fra Nuova Delhi e Pechino, confermando i timori di chi pensa che un aggravamento del contenzioso di confine fra i due paesi potrebbe diventare il primo grande conflitto dell'era multipolare. A giugno, il Times of India ha scritto che il presidente cinese Hu Jintao ha suggerito a Singh di mettere in piedi questa linea diretta per evitare che la disputa di confine possa portare a un confronto militare - o nucleare - fra i due paesi. Verosimilmente è solo una precauzione.

 

4 - PERICOLO BOLLA DAGLI USA

Gli speculatori tornano sul mercato immobiliare

La dissennata speculazione immobiliare negli Stati Uniti è il fattore che più ha contribuito a scatenare la crisi globale. Dopo aver subìto il calo mensile più forte della storia, i prezzi delle case negli Usa a maggio hanno ricominciato a crescere. L'indice S&P/Case-Shiller, tra maggio e luglio è cresciuto del 3,4%, con aumenti in 18 delle venti città considerate. I prezzi erano ancora del 13,3% più bassi rispetto all'anno scorso, ma il dato era inferiore alle previsioni. L'economista Robert Shiller, uno dei creatori dell'indice, considera le cifre allarmanti. Citando alcuni sondaggi (sostengono che la maggioranza dei proprietari è convinta che il proprio immobile aumenterà fortemente di valore nel prossimo decennio), Shiller teme che la mentalità da bolla possa tornare. «Pare che i saliscendi del mercato immobiliare abbiano trasformato la maggior parte degli americani in speculatori immobiliari», ha scritto. All'origine del nuovo problema potrebbero essere le misure introdotte dal governo per risolvere crisi immobiliare: incoraggiano persone che non possono permetterselo a comprare una casa. Con i prezzi che paiono destinati a salire e con il governo che elargisce incentivi ai proprietari, c'è il rischio di assistere allo stesso comportamento speculativo che ha provocato la grande recessione.

 

5 - A KABUL I SOLDATI NON BASTANO

Un corpo di 300 civili a sostegno dei militari

Nel novembre 2007, il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Robert Gates, affermà che «il successo militare non è sufficiente» per vincere le guerre di antiguerriglia come quelle in Iraq e Afghanistan, invocando un ruolo e finanziamenti per dipartimento di stato e agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (Usaid). A marzo, nella sua strategia afghana, l'amministrazione Obama è parsa seguire il consiglio, evocando una civilian surge con personale del dipartimento di stato e dell'Usaid come misura complementare all'incremento dei soldati in Afghanistan. «Un approccio militare in Afghanistan non basterà a risolvere i problemi», ha detto Obama. Forse il dipartimento di stato riuscirà a concretizzare la visione iniziale di Gates e Obama (il progetto di un "corpo di pronto intervento civile") e prima o poi il fondo per la lotta alla guerriglia in Pakistan sarà gestito da Hillary Clinton e dai suoi collaboratori. Per ora il sogno di una civilian surge sembra lontano. Citando Anthony Cordesman, consulente delle forze armate Usa in Afghanistan, «dobbiamo smetterla di parlare di smart power come se già ce lo avessimo».

 

6 - L'ASSE NAVALE PECHINO-BRASILIA

Traballa la supremazia americana sul mare

Da quando negli anni 90 la Cina ha acquisito senza segreti vecchie portaerei sovietiche, i piani navali di Pechino sono soggetti alle supposizioni degli analisti militari. Il Pentagono ritiene che la Marina cinese potrebbe avere entro dieci anni un buon numero di portaerei. Avendo poca esperienza nell'aviazione navale, Pechino starebbe accelerando l'addestramento di marinai e piloti: pertanto avrebbe bisogno di una portaerei già operativa. Gli Usa sono da tempo la potenza navale dominante in Asia orientale, ma le navi cinesi negli ultimi tempi si sono fatte più temerarie. Con Cina e India che stanno procedendo al rafforzamento degli apparati militari - gli indiani stanno convertendo una portaerei russa - la supremazia navale Usa potrebbe essere vicina alla fine. A livello ufficiale, la marina Usa sostiene che una portaerei cinese non potrà influenzare l'equilibrio militare nella regione, ma nel rapporto annuale del Pentagono sulle capacità militari di Pechino quest'anno si legge che la campagna di modernizzazione del paese potrebbe «accrescere le opzioni di Pechino per un'escalation militare».

 

7 - UNO, NESSUNO, CENTOMILA

Com'è facile rubare le identità ai passaporti 2.0

Dal 2007 il dipartimento di stato Usa rilascia passaporti elettronici hi-tech. Secondo un rapporto dell'Ufficio contabilità del governo (Gao) ottenere uno di questi passaporti presentando false generalità non è così difficile per chiunque possieda un minimo di abilità in fatto di falsificazioni. Un investigatore del Gao è riuscito a ottenere quattro passaporti statunitensi validi utilizzando identità false e documenti contraffatti. Con uno di questi quattro passaporti intestati ad altrettante false persone, l'investigatore ha acquistato un biglietto aereo, ha ottenuto una carta d'imbarco e ha superato indenne i controlli della sicurezza di un grande aeroporto Usa. Quando il dipartimento di stato si è visto presentare la documentazione dell'indagine del Gao ha ammesso l'esistenza di molte falle nel processo di rilascio dei passaporti e ha promesso impegno per porvi rimedio.

 

8 - LOTTA AL CRIMINE ORGANIZZATO

L'antimafia di popolo accanto a quella di polizia

Ci sono date che hanno una valenza simbolica quasi involontaria. Nella memoria di quest'anno che passa, alla voce antimafia, segnate il 5 dicembre. È il giorno in cui vengono arrestati a Milano Gaetano Fidanzati, 73 anni, e a Palermo Gianni Nicchi, 28. Il volto rugoso e quello spavaldo di Cosa Nostra. Dell'ultimo si dice addirittura che fosse il numero 2, un gradino sotto l'imprendibile Matteo Messina Denaro. Diamo atto a chi di dovere: il 2009 è stato l'anno della cattura dei latitanti, quasi 300, +83% rispetto ai precedenti 19 mesi. Onore al ministro Maroni, al capo della polizia Manganelli, alle forze dell'ordine. Ma anche alla gente di Palermo, scesa in strada per applaudire l'arresto del giovane padrino. E a chi fa dell'antimafia lotta quotidiana d'idee portandola sulla ribalta del grande pubblico, come Roberto Saviano. Forse lo avevamo dimenticato, eppure è così che si fa la lotta alla criminalità organizzata: arresti e partecipazione popolare. Il professionismo del contrasto di polizia e il sostegno appassionato della società civile. La rivoluzione delle imprese, avviata dal presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello, ha fatto scuola, è ormai fatto consolidato nella coscienza collettiva. Un tempo dire no al pizzo in Sicilia, in Calabria o in Campania, era sforzo da eroi. Oggi è semplicemente legittima difesa.

 

9 - ITALIA E POLITICA INTERNAZIONALE

Sulle missioni di pace il paese si scopre normale

C'è stato un tempo in cui l'espressione «missione di pace» accendeva dibattiti roventi, faceva incrociare lame in Parlamento e pugnali su quotidiani e tv. Era un tempo in cui sui contigenti italiani in Libano o in Bosnia si faceva obiezione di coscienza e si disfacevano maggioranze, inciampavano carriere individuali (con pianti disperati sui banchi di Montecitorio) e cadevano (o quasi) primi ministri. Sembra molto tempo fa, ma non lo è. Oggi sembra scontato - in realtà è una mezza rivoluzione - che su temi del genere si faccia come in ogni altro paese del mondo. Che cioè i casi di coscienza lascino il posto alle necessità dettate dall'essere l'Italia inserita in un preciso sistema di alleanze internazionali. Oggi può accadere che un ministro degli esteri annunci in Parlamento che il contingente italiano in Afghanistan salirà a breve da 2.700 a 4.000 effettivi e nessuno, tra i banchi dell'opposizione, urli al tradimento dell'articolo 11 della Costituzione. Può succedere che un segretario di Stato Usa dica al suddetto ministro «contiamo su di voi» e nessuno se ne stupisca come di un complimento un po' troppo generoso o lo bolli come ennesima conferma di una sovranità perennemente limitata. Oggi può accadere che l'Italia, incrinata e divisa su tutto, ritrovi compattezza nel difendere le proprie forze armate impegnate nel mondo a difendere la pace. Può succedere che, almeno su questo, sia un «paese normale».

 

10 - NUOVE SPIE PER LE MINACCE GLOBALI

Sapere cinese, farsi e arabo e un super addestramento

Per addestrare una nuova generazione di spie, la Cia e altre agenzie americane d'intelligence hanno proposto la creazione di un programma che individui e cresca potenziali agenti con background culturali ed etnici completamente diversi. Negli Usa l'intelligence già finanzia piani di studio sulla sicurezza nazionale in quattordici campus e atenei. A cinque anni da quando la Commissione di indagine sull'11 settembre aveva raccomandato che la Cia reclutasse agenti bilingue, solo il 13% degli agenti parla una seconda lingua oltre a quella materna. La Cia sta cercando di reclutare agenti nelle comunità arabo-americane, offrendo bonus di assunzione che arrivano anche a 35mila dollari per le reclute che parlano alcune delle lingue strategiche, in particolare arabo, farsi e cinese.

www.ilsole24ore.com       30 dicembre 2009 

 

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