Dalla CO² ai vegetariani l'alfabeto che salverà la Terra
La svolta di Obama è la premessa per un cambiamento molto più radicale. Via alla Terza rivoluzione industriale che non è né di destra né di sinistra
Abbiamo due settimane per tirare il freno d'emergenza ed
evitare la catastrofe climatica. Ma per raggiungere l'obiettivo dobbiamo
rompere i vecchi schemi: non più solo obblighi ma spazio per la Terza rivoluzione
industriale che non è né di destra né di sinistra. Ecco un alfabeto per capire
qual è la posta in gioco.
ANIDRIDE CARBONICA Il mutamento climatico sta procedendo a velocità
superiore alle previsioni: l'obiettivo che fino a ieri sembrava sufficiente, un
tetto di concentrazione di CO2 in atmosfera di 450 parti per milione, non ci
protegge dal rischio della catastrofe. Come dice Jim Hansen, uno dei più
accreditati climatologi, invece di continuare ad accumulare anidride carbonica
in cielo dobbiamo tornare indietro, verso le 280 parti per milione dell'era
preindustriale. Oggi siamo a quota 387: scendiamo almeno a 350.
BRASILE Meglio tardi che mai. Per decenni il Brasile è stato
responsabile della deforestazione dell'Amazzonia, una devastazione che minaccia
la sicurezza di uno degli ecosistemi fondamentali. Oggi il governo di Lula ha
cambiato rotta: Copenaghen può essere il momento di rendere ufficiale la
svolta.
CINA E' il paese che emette più anidride carbonica di tutti gli altri.
Ma sta già pagando un prezzo pesante, in termini di vite umane, al cambiamento
climatico. Se potesse scegliere tra il carbone e le tecnologie più avanzate
della terza rivoluzione industriale cosa farebbe?
EFFICIENZA ENERGETICA E' la base per il riassetto energetico. Molti
tagli di emissioni si possono realizzare eliminando gli sprechi e
l'inefficienza.
FONDI I fondi per
il trasferimento delle tecnologie avanzate ai paesi meno industrializzati sono
un atto di giustizia: non si può penalizzare proprio chi è stato escluso dalla
seconda rivoluzione industriale. Bisogna permettere a questi paesi di fare il
salto della rana passando direttamente alla Terza rivoluzione industriale.
IDROGENO Le rinnovabili sono una fonte pulita ma non costante: c'è
bisogno di un serbatoio per immagazzinare l'energia prodotta durante i momenti
di picco. Questo serbatoio è l'idrogeno che permette anche di riutilizzare in
modo flessibile l'energia accumulata.
KYOTO E' stato il momento che ha segnato l'inizio del percorso dalla
geopolitica alla politica della biosfera.
LAVORO La Terza
rivoluzione industriale dà spazio a sistemi labour intensive e produrrà milioni
di posti di lavoro.
NUCLEARE Il nucleare è la tecnologia della guerra fredda. In più di
mezzo secolo non ha risolto i suoi problemi, anzi li ha aggravati: rischi di
incidenti durante tutte le fasi del ciclo di produzione, rischio terrorismo,
rischio scorie. E nessun beneficio economico.
OBAMA La svolta di Obama è la premessa per un cambiamento che dovrà
essere molto più radicale: senza la visione d'assieme, senza la capacità di
pensare a lungo termine, il rilancio delle fonti rinnovabili è privo di solide
basi.
POST KYOTO La conferenza di Copenaghen può avere successo se si fa il
salto dalla prospettiva degli obblighi a quella delle opportunità. Invece di
pensare solo a quantificare quello che non si deve fare bisogna cominciare a
dire quante fonti rinnovabili, quanti edifici sostenibili, quanto idrogeno,
quante smart grid deve realizzare ogni paese.
RINNOVABILI Sono il primo pilastro della terza rivoluzione industriale.
Due regioni spagnole, la
Navarra e l'Aragona, in dieci anni sono arrivate al 70 per
cento di elettricità da fonti pulite. Perché non fare altrettanto?
SCETTICI E' un gruppetto inesistente sotto il profilo scientifico.
Riescono ad avere visibilità perché sono supportati dalle lobby delle vecchie fonti
energetiche che li usano per seminare dubbi nell'opinione pubblica.
TERZA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE Permette sia lo sviluppo economico che la
riduzione delle emissioni serra. Poggia su quattro pilastri: le energie
rinnovabili, gli edifici sostenibili, l'idrogeno e le reti intelligenti, le
smart grid per distribuire l'energia secondo il modello del web. La Terza rivoluzione
industriale significa spostare il potere dalle oligarchie che gestiscono le
grandi centrali elettriche alle persone. Oggi parliamo attraverso Skype e si
creano network liberi di scambio e condivisione delle informazioni. Perché non
farlo con l'energia?
UNIONE EUROPEA E' stata l'apripista della battaglia per la difesa della
biosfera. E lo ha fatto in condizioni di isolamento e di grande difficoltà. Ora
può guardare con più fiducia al futuro, soprattutto se saprà sfruttare le sue
grandi potenzialità.
VEGETARIANI La seconda causa di cambiamento climatico al mondo è
l'emissione di CO2 derivante dall'allevamento di animali, ovvero dalla grande
quantità di carne che consumiamo. Per abbattere le emissioni bisogna passare
alla dieta mediterranea, come in Italia, mangiando molte verdure e molta
frutta.
(testo raccolto da Antonio Cianciullo)
http://www.repubblica.it 7/12/09

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