Creata l’antimateria per scoprire se esiste un universo parallelo
Alle origini dell’Universo, 13,7 miliardi di anni fa, dopo il Big Bang iniziale si generavano in parti uguali materia e antimateria
Gli scienziati del Cern di Ginevra hanno compiuto un passo verso gli
anti-mondi. Con l’esperimento Alpha sono, infatti, riusciti a fabbricare e
catturare 38 atomi di anti-idrogeno mantenendoli in vita per decimi di secondo;
quanto basta per indagare le loro caratteristiche e scoprire la loro natura. Il
risultato, illustrato sulla rivista Nature, spalanca per la prima volta la
finestra su uno dei misteri più affascinanti e complessi da affrontare.
Alle origini dell’Universo, 13,7 miliardi di anni fa, dopo il Big Bang iniziale
si generavano in parti uguali materia e antimateria la quale è diversa per la
carica elettrica (un elettrone negativo diventa positivo, cioè un positrone).
Ma la materia ebbe il sopravvento creando l’universo di cui facciamo parte,
mentre l’antimateria scomparve. Dove sia finita, nessuno lo sa. Sono state
avanzate ipotesi seducenti. Ad esempio: l’antimateria ha dato vita ad universi
paralleli al nostro che per il momento prendono forma soltanto nei calcoli dei
teorici mentre alcun strumento è in grado di cercarli. Ora gli studiosi
dell’esperimento Alpha conquistano una tappa importante con alle spalle una
lunga storia di decenni. Nella sfida entravano subito da protagonisti gli
scienziati italiani: dal Nobel Emilio Segrè ad Antonino Zichichi e altri che al
Cern materializzavano nel 1995 i primi atomi anti-idrogeno, i quali però
svanivano nel momento in cui nascevano.
«Il sogno era di riuscire a produrli e tenerli in vita — nota Sergio
Bertolucci, direttore della ricerca al Cern — unico modo per studiarli e capire
le diversità rispetto alla materia ordinaria». L’impresa non è stata facile
perché bisognava prima raggiungere due obiettivi determinanti. «Innanzitutto —
precisa Bertolucci — la fabbricazione di un certo numero di atomi; la seconda,
la realizzazione di una trappola magnetica che li mantenesse confinati, cioè
lontani dalle pareti del contenitore per un tempo ragionevole». Il motivo sta
nel fatto che se materia e antimateria vengono a contatto si annichilano, cioè
di distruggono a vicenda. E’ stato proprio questo tremendo aspetto a suggerire
a Dan Brown la storia di «Angeli e demoni» e della bomba di antimateria contro
il Vaticano.
«Adesso al Cern abbiamo quattro esperimenti per svelare gli enigmi
dell’antimateria — conclude Sergio Bertolucci — E se riusciamo a trovare i
finanziamenti necessari potenzieremo la macchina Elena centuplicando il numero
di anti-atomi di idrogeno disponibili ampliando le ricerche». Dall’anno
prossimo, inoltre, la caccia continuerà pure sulla stazione spaziale con
l’esperimento Ams cercando di catturare anti-atomi presenti nel cosmo.
Corriere della Sera 18.11.10

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