Cordone sanitario sui titoli sintetici
L'uso dei derivati e di altri strumenti sintetici dovrebbe essere assoggettato a regole precise, anche se tutte le parti coinvolte sono investitori esperti.
La causa intentata dalla Securities and Exchange Commission
statunitense contro la
Goldman Sachs sarà contrastata vigorosamente dall'accusata. È
interessante fare ipotesi su chi riuscirà ad avere la meglio, ma non ne
conosceremo l'esito per mesi. A prescindere dall'ipotetico risultato, tuttavia,
il caso ha implicazioni di grossa portata per il disegno di legge relativo alla
riforma del settore finanziario che il Congresso sta prendendo in
considerazione.
Che Goldman sia colpevole o no, l'oggetto della causa non comportava vantaggi
sociali: implicava un complesso sistema di titoli sintetici fabbricati a
partire da titoli garantiti da prestiti ipotecari, clonandoli in unità virtuali
su imitazione degli originali.
Questa obbligazione di debito sintetico collateralizzato non serviva a
finanziare il proprietario di qualche abitazione in più o ad allocare più
efficientemente i capitali. Serviva soltanto a far lievitare il volume dei
titoli garantiti da prestiti ipotecari che hanno perso valore quando è
scoppiata la bolla immobiliare. Scopo principale di queste pratiche era la
creazione di emolumenti e di commissioni.
Questa è una chiara dimostrazione di come i derivati e i titoli sintetici sono
stati utilizzati per creare valore apparente a partire dal niente. Sono stati
così creati più Cdo (Collateralized debt obligation, letteralmente
un'obbligazione che ha come garanzia collaterale un debito) tripla A di quanti
asset tripla A vi fossero a loro supporto. Tutto ciò è stato fatto su vasta
scala, malgrado il fatto che tutte le parti coinvolte fossero investitori
esperti. Il giochetto è andato avanti per anni, ed è culminato con un crollo
che ha provocato una distruzione di ricchezza quantificabile in migliaia di
miliardi di dollari.
Non si può permettere, naturalmente, che le cose vadano avanti così. L'uso dei
derivati e di altri strumenti sintetici dovrebbe essere assoggettato a regole
precise, anche se tutte le parti coinvolte sono investitori esperti.
I titoli ordinari devono essere registrati alla Sec prima di poter essere
commercializzati. Anche i titoli sintetici dovrebbero essere registrati nello
stesso modo, benché tale compito possa essere assegnato a un ente diverso, per
esempio la Commodity
Futures Trading Commission.
I derivati possono rendersi utili per molteplici finalità, ma in loro sono
nascosti alcuni pericoli. Per esempio, possono far accumulare squilibri segreti
di offerta o di domanda, che si rivelano poi all'improvviso allorché si supera
una data soglia. Ciò vale per le cosiddette "knockout option",
utilizzate nel currency hedging. E altrettanto valse per i programmi
assicurativi di investimento che provocarono nell'ottobre 1987 il "lunedì
nero" della Borsa di New York. La conseguente introduzione di interruttori
automatici costituì la tacita ammissione che i derivati possono causare discontinuità,
ma non se ne trassero le dovute conclusioni.
I credit default swap sono particolarmente sospetti: si suppone che debbano
costituire una garanzia per i detentori di obbligazioni in caso di
inadempienza, ma poiché sono commercializzabili liberamente possono essere
utilizzati per far aumentare i raid ribassisti; in aggiunta all'assicurazione
forniscono una sorta di licenza di uccidere. Il loro utilizzo dovrebbe essere
limitato a coloro che hanno un interesse assicurabile nelle obbligazioni di un
paese o di una società.
Sarà compito dei regolatori comprendere i derivati e i titoli sintetici, e
rifiutarsi di autorizzarne la creazione se non potranno valutarne fino in fondo
i rischi sistemici. Questo compito non può essere lasciato agli investitori, contrariamente
ai diktat del dogma fondamentalista del mercato che è prevalso fino a tempi
recenti.
I derivati scambiati in Borsa dovrebbero essere registrati come una categoria a
sé. I derivati su misura dovrebbero essere registrati uno per uno, e i regolatori
dovrebbero essere obbligati a comprendere tutti i rischi che essi comportano.
La registrazione è un processo impegnativo che porta via tempo, e di
conseguenza scoraggerebbe l'uso di derivati pronti sul mercato ristretto. I
prodotti su misura potrebbero essere messi insieme da strumenti scambiati in
Borsa. Questo eviterebbe il ripetersi degli abusi che hanno contribuito al
crollo del 2008.
Esigere che i derivati e i titoli sintetici siano registrati dovrebbe essere
semplice ed efficace; nondimeno i disegni di legge attualmente allo studio non
contemplano una clausola del genere.
Il Comitato agricoltura del Senato propone di vietare alle banche commerciali,
che raccolgono depositi dalla clientela, le operazioni in swaps. Si tratta di
una proposta eccellente, che farebbe compiere parecchi passi avanti nella
riduzione della interconnessione dei mercati e nella prevenzione del contagio,
ma non regolerebbe i derivati. Le cinque grandi banche che fungono da
principali operatori del mercato e sono responsabili di oltre il 95% delle
transazioni del mercato ristretto statunitense verosimilmente la
contrasteranno, perché ciò intaccherebbe inevitabilmente i loro utili. Che si
oppongano anche alcune multinazionali, invece, è sconcertante: l'unica
spiegazione possibile è che i derivati su misura possono facilitare l'elusione
fiscale e la manipolazione dei guadagni. Queste considerazioni non dovrebbero
in alcun caso influenzare il disegno di legge.
www.ilsole24ore.com 24 aprile 2010

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