Con l´energia fai da te si creeranno milioni di nuovi posti
Scambio tra produttori. Le case si trasformeranno in mini centrali con un flusso continuo: non si dovrà più dipendere dagli oligopoli ma ci sarà uno scambio tra produttori
Ma questa rivoluzione tecnologica, che si annuncia come
epocale, riuscirà a dare una risposta concreta nei tempi che la crisi impone?
«Per creare lavoro in tempi rapidi i settori
dell´efficienza energetica e delle fonti rinnovabili sono i più adatti»,
risponde Rifkin, anticipando i temi della sua relazione. «Stiamo vivendo un
passaggio simile a quello che ha segnato il trapasso dall´epoca del carbone a
quella del petrolio: è una transizione che nel tempo assicurerà in Italia
milioni di posti di lavoro e trasformerà il panorama politico creando una
democrazia energetica. Tutte le case si trasformeranno in mini centrali con un
flusso continuo di energia in entrata e in uscita: non si dovrà più dipendere
dagli oligopoli ma si avrà un interscambio continuo tra milioni di sorgenti
energetiche. Un po´ come avviene oggi per il web: il sistema verticale,
dall´alto in basso, è stato sostituto da un sistema orizzontale, a rete, più
sicuro e più affidabile».
Suona come la descrizione di un´utopia.
«Vent´anni fa pochi avevano immaginato il successo
travolgente di internet e i fondatori di società che oggi valgono più di molti
grandi gruppi dell´industria tradizionale venivano considerati visionari
esaltati. Io sono convinto che tra vent´anni ci troveremo di fronte a
un´analoga sorpresa sul fronte energetico».
Milioni di posti di lavoro dalle rinnovabili?
«Non solo. Se guardiamo oltre la produzione di
elettricità, che è meno di un terzo dell´energia che usiamo, scorgiamo altri
campi di intervento. C´è la necessità di avere più caldo o più fresco, una
necessità che aumenterà con il progredire dei cambiamenti climatici, e quindi
bisognerà mettere mano agli edifici. Dovranno essere meglio disposti, più
isolati, capaci di produrre l´energia che consumano: vuol dire sviluppare la
ricerca, innovare i materiali, moltiplicare le mini rinnovabili, creare
manodopera specializzata nella costruzione dei nuovi sistemi, nella loro
installazione, nell´edilizia bioclimatica».
E poi ci sono i trasporti: il settore finora più restio
all´efficienza.
«Perché sono mancati il salto culturale e quello
tecnologico. Da una parte nella maggior parte delle città non si è riusciti a
creare un sistema avanzato di mobilità pubblica. Dall´altra non c´è stato il
passaggio all´elettricità e all´idrogeno: sarà questo il futuro. Avremo milioni
di automobili che viaggeranno in maniera silenziosa senza emettere gas nocivi.
Milioni di batterie in cui si potrà accumulare l´energia pulita ottenuta dalle
rinnovabili, mettendola in rete quando la macchina non viene usata. E un mare
di nuovi occupati».
a Repubblica Gennaio 2011

Precedente: Capitale e democrazia

