Come è nato il tricolore
Un emblema rivoluzionario alla base della Nazione
Il tricolore è nato per importanti, precise ragioni storiche e politiche che riguardano le origini e i fondamenti ideali della nazione italiana. Per trasformarlo in uno straccio a colori per i bagni dei leghisti occorrerebbero opposte ragioni storiche e politiche, altrettanto importanti e precise. Non sembra che questa condizione ci sia e dunque la nostra bandiera può tranquillamente sventolare dove vuole. Il tricolore è stato scelto come emblema rivoluzionario, repubblicano e unitario dai deputati delle città di Modena e Reggio Emilia, ribellatisi al loro Duca, e da quelli delle Legazioni pontificie riuniti in parlamento a Reggio Emilia nel dicembre 1796, otto mesi dopo l' arrivo di "Bonaparte liberatore". Il 7 gennaio 1797 questo parlamento proclamò la Repubblica Cispadana e adottò come bandiera il tricolore in tre bande orizzontali.
L' altro tricolore di riferimento era quello francese, ma quello "italiano" sostituì il blu con il verde per richiamare il colore dei vasti campi della Val Padana. Dunque, la bandiera ha origini padane ma la sua storia successiva è la metafora del Risorgimento dell' Italia. Nel 1799 la Repubblica Cispadana si estese alla Lombardia, divenne Repubblica Cisalpina con capitale Milano e mantenne il tricolore. Nel 1802 la Cisalpina fu trasformata in Repubblica Italiana e con quella bandiera il nome di Italia entra per la prima volta nel linguaggio istituzionale.
Grandi riforme politiche, legislative (il Codice Napoleone, l' introduzione dl divorzio, la laicità delle scuole, eccetera), amministrative ed economiche (lavori pubblici, sviluppo dell' industria e del commercio) furono compiute nella Repubblica Italiana e soprattutto quando, nel l805, la Repubblica divenne Regno d' Italia. Con il Regno il tricolore sventolò su un vasto territorio della penisola poiché si estese nel Veneto, nell' Istria, nella Dalmazia e nelle Marche che appartenevano alla Chiesa. Nel l809 fu innalzato nel Trentino e vi rimase fino al l814.
Ci vorrà più di un secolo e la guerra del 191518 perché tornasse in quella regione profondamente italiana. Nella Restaurazione (1815-1848) il tricolore scomparve dall' Italia divisa in sette stati e gestita da governi illiberali, dalla Chiesa o direttamente dall' Austria. Rimase però intatto il suo significato storico e politico: divenne il simbolo delle sette segrete, di tutte le insurrezioni e di tutti movimenti liberali e democratici che infiammarono per oltre trent' anni l' Italia, dal nord alla Sicilia. Fu la bandiera dei moderati di Cavour e sventolò nel Campidoglio nel 1849 durante la Repubblica romana di Mazzini.
Simbolo di patriottismo, di indipendenza nazionale, di volontà unitaria, di libertà; monarchico e repubblicano, il tricolore fu su tutte le barricate del l848, lo impugnò il federalista Cattaneo nelle Cinque Giornate di Milano, percorse tutte le guerre risorgimentali e fu adottato dal regno di Sardegna nel 1848, dunque dal primo Stato liberale italiano. Sbarcherà nel 1857 a Sapri con Pisacane («... era una barca che andava a motore /e batteva bandiera tricolore...») e Garibaldi con i Mille lo porterà in Sicilia nel 1860. Sarà confermato nel l86l come la bandiera presente e futura dell' Italia unita; quindi anche dell' Italia di oggi. Dove qualcuno dovrebbe se non altro rispettarne i duecentododici anni di onorevole esistenza.
http://www.repubblica.it/ — 11 agosto 2009

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