Barack ha speso bene i suoi dollari
La spesa pubblica Usa, contrariamente a quanto potreste aver sentito, non è lievitata sotto l'amministrazione Obama.
La spesa pubblica Usa, contrariamente a quanto potreste aver sentito, non è lievitata sotto l'amministrazione Obama. Si leveranno le solite voci a dire che sto mentendo. Ma il calcolo che propongo dovrebbe fare un po' di chiarezza. Senza una crisi economica e un cambio della guardia al governo negli ultimi tre anni, quali cambiamenti ci saremmo aspettati di vedere nella spesa pubblica totale (federale, statale e locale)? Probabilmente quella spesa seguirebbe la tendenza dell'economia: quindi il prodotto interno lordo reale aumenterebbe con il potenziale dell'economia, e la spesa governativa mostrerebbe la stessa espansione del Pil. Nel periodo 2000-2007, da un picco del ciclo economico a quello successivo, il Pil è cresciuto del 2,4% l'anno; una stima ragionevole per la crescita tendenziale sarebbe quindi il 2,4% annuo, pari a circa il 7,3% dal 2007.
Considerando l'inflazione - il deflatore del Pil è aumentato di 4,1 punti percentuali tra il secondo trimestre del 2007 e lo stesso periodo del 2010 - un'espansione "normale" della spesa pubblica sarebbe stata pari all'11,7% negli ultimi tre anni. La crescita effettiva è stata superiore: circa il 19,5%. Ne consegue che la spesa pubblica supera del 7%, o 350 miliardi di dollari, la cifra che sarebbe emersa da una semplice proiezione della tendenza.
Ma da cosa deriva questo scarto? I consumi del governo non c'entrano: la differenza è interamente imputabile ai trasferimenti. I dati del Bureau of Economic Analysis non aiutano quanto vorrei, ma è chiaro che una fetta consistente (circa 100 miliardi di dollari) è andata in indennità di disoccupazione, aumentate in misura esponenziale di pari passo con il tasso di disoccupazione, e un'altra quota significativa è riconducibile alla spesa sanitaria, schizzata alle stelle quando la crisi economica ha impoverito moltissime persone. A ciò si devono aggiungere altri programmi di carattere sociale, come i buoni per l'acquisto di generi alimentari. Inoltre, la spesa per la previdenza sociale e il programma Medicare è aumentata di circa 85 miliardi di dollari in più, rispetto alla mia proiezione dell'11,7%, forse a causa degli incrementi subiti dai costi dell'assistenza sanitaria e dell'invecchiamento dei "baby boomers", o magari anche perché tante persone sono andate in pensione prima del previsto non riuscendo a trovare lavoro.
E questo in sostanza spiega la crescita della spesa pubblica. Nessuna esplosione del welfare state: soltanto ordinaria amministrazione in un contesto di crisi. La spesa pubblica ha semplicemente continuato ad aumentare più o meno allo stesso ritmo tendenziale evidenziato prima della crisi. Le entrate sono crollate poiché l'economia sta attraversando una crisi profonda. Gli aumenti spropositati della spesa del governo di cui continuiamo a sentir parlare sono un mito. Se ci fosse un po' più di verità in questa materia, l'economia non sarebbe così depressa come invece è.
(Traduzione di Francesca Marchei)
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http://www.ilsole24ore.com 30 ottobre 2010

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