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Aspettando il secondo tempo del governo

Sarà molto difficile far ripartire l'economia in queste condizioni.


 

A regime, le manovre estive insieme a quella del nuovo governo porteranno a un aggiustamento – tra maggiori entrate e minore spese nette – superiore agli 80 miliardi. Insomma, quasi sei punti di Pil, raggiunti in tre anni. È una cura da cavallo. E potrebbe comunque non essere sufficiente a permetterci di raggiungere l’obiettivo del bilancio in pareggio entro il 2013.

 

SOLO TASSE

 

Le stime del governo, infatti, non considerano gli effetti della manovra, ma solo una recessione relativamente contenuta, attorno a mezzo punto di Pil. Con una recessione del 2 per cento nel 2012, il livello centrale delle stime più recenti, e poi una stagnazione nel 2013, per centrare l’obiettivo del bilancio in pareggio occorrerebbe recuperare altri 12 miliardi.

Giulio Tremonti ha sostenuto che questa manovra, a differenza delle sue, è incentrata sulle tasse. Da che pulpito, verrebbe da dire. Vero che soprattutto nel 2012 la manovra Monti è all’80 per cento sul lato delle tasse, ma negli anni successivi il contributo delle riduzioni di spesa è destinato ad aumentare fino a un terzo dell’aggiustamento complessivo. Nelle manovre di Tremonti, il contributo delle entrate era stato ancora superiore, addirittura superiore al 100 per cento nel 2011 (quando le spese dovevano aumentare).

Comunque, anche quella di Monti rimane una manovra condotta prevalentemente sul lato delle entrate. E i tagli di spesa sono in buona parte ancora da verificare. Ad esempio, le riduzioni ai trasferimenti agli enti locali e ai costi dei ministeri sono tuttora aleatori, eppure dovrebbero portare a quasi la metà dei tagli di spesa. Anche per la spesa previdenziale bisognerà vedere come verranno rivisti i criteri di calcolo dei coefficienti di trasformazione (Coefficienti: tutto da rifare, di Sandro Gronchi).

Come risultato complessivo delle manovre, il peso delle entrate sul Pil è destinato a salire ben oltre il 50 per cento e la pressione fiscale al 47 per cento. Sarà molto difficile far ripartire l’economia in queste condizioni. È stato importante spostare, con la manovra Monti, il peso della tassazione dal lavoro alla casa. Ma anche le tasse sui patrimoni hanno effetti negativi sulla crescita. Non ci rimane che sperare nel secondo tempo del governo Monti.

boeri333
 

http://www.lavoce.info 22.12.2011

 

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