Andiamo verso un'altra Grande depressione
Ecco la ricetta di Soros per salvare l'Europa
Come evitare una seconda Grande Depressione, e salvare
l'eurozona (Italia compresa, naturalmente). La cura per risolvere tutti questi
problemi la suggerisce un "dottore" che se ne intende: George Soros,
il grande imprenditore, finanziere e filantropo americano di origine ungherese,
una delle voci più ascoltate dai mercati internazionali. In un editoriale pubblicato
sul Financial Times, Soros lancia un'accusa e offre tre misure da intraprendere
"subito": sono iniziative che equivalgono a una rivoluzione in
Europa, e probabilmente non così facile da realizzare. Ma il presidente del
Soros Fund Management raramente sbaglia previsioni e i suoi consigli come
minimo meritano di essere considerati seriamente.
"I mercati finanziari stanno guidando il mondo verso un'altra Grande
Depressione", comincia Soros: questa è la sua accusa. Seguita da una
constatazione: "Le autorità, particolarmente in Europa, hanno perso il
controllo della situazione". Ed ecco cosa è necessario fare: "Devono
riprendere il controllo e hanno bisogno di farlo ora, subito". Perché ciò
sia possibile, afferma Soros, "è necessario fare tre passi
coraggiosi". Primo: i governo dell'eurozona devono raggiungere un accordo
di principio su un nuovo trattato per creare un ministero del Tesoro comune per
i paesi dell'eurozona". Secondo: nel frattempo, le principali banche
devono essere messe sotto la direzione della Banca centrale europea
(Bce), in cambio di una temporanea e una permanente
ricapitalizzazione. La Bce
ordinerebbe alle banche di mantenere aperte le linee di credito e i prestiti,
monitorando strettamente al tempo stesso i rischi a cui sono esposti i loro
conti. Terzo: la Bce
dovrebbe permettere a paesi come l'Italia e la Spagna di rifinanziarsi
temporaneamente entro determinati limiti a un costo molto basso. "Cio
calmerebbe i mercati", osserva l'imprenditore, "e darebbe all'Europa
il tempo per sviluppare una strategia di crescita, senza la quale il problema
del debito non può essere risolto".
Soros ammette che sarebbe necessario molto tempo per concludere un nuovo
trattato per i paesi dell'eurozona, al fine di creare un super-ministero del
Tesoro europeo, nel periodo ad interim "i paesi membri dovrebbero
affidarsi alla Bce per riempire il vuoto". Lo scopo immediato, sottolinea
il finanziere, "è erigere barriere contro il contagio di un possibile
default greco". Sia le banche che i titoli "di paesi come Italia e
Spagna hanno bisogno di essere protetti". Per diminuire "la pressione
sui titoli di stato di paesi come l'Italia", precisa, "la Bce dovrebbe abbassare il suo
tasso di sconto". E per un periodo di emergenza Soros auspica un
meccanismo che permetta "all'Italia e ad altri paesi" di rifinanziare
il proprio debito di circa l'1 per cento l'anno.
Soros ritiene che tali misure consentirebbero il default della Grecia,
"senza causare un terremoto globale". L'imprenditore afferma che
"molte altre proppste vengono attualmente discusse" dietro le quinte,
"a porte chiuse". E conclude riconoscendo che il suo piano, mirando a
mettere le banche nazionali sotto il controllo della Banca centrale europea,
sarebbe destinato a suscitare l'opposizione delle banche e delle autorità
nazionali: "Soltanto la pressione pubblica può farlo approvare".
http://www.repubblica.it (01 ottobre 2011)

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