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Agrumi, pomodori e uva ecco la dieta cile ci salva

Il cibo, oltre che un fatto culturale, è associato sempre più a valori di responsabilità sociale

 

 

Che il culto del cibo mascheri l`assenza di valori e la povertà di pensiero, è un dubbio legittimo. I libri di cucina svettano in cima alle classifiche e la notorietà dei cuochi supera quella di molti artisti: non è un male in sé, anzi. Se questo è un segnale di attenzione all`alimentazione e di consapevolezza del suo ruolo nella nostra salute, è una tendenza positiva da sviluppare. Se però l`attenzione diventa ossessione e "cosa mangiare" diventa l`obiettivo di ogni giornata e il tema di ogni conversazione, è il caso di preoccuparsi, anche perché la scienza continua a portare evidenze che la dieta che ci protegge dalle malattie è frugale, semplice, naturale. Ad esempio gli agrumi, consumati banalmente interi o spremuti, sono essenziali nella prevenzione dei tumori. Che il cibo abbia un valore culturale non è una novità, in quanto esprime le tradizioni e gli usi dei popoli, e - quando ce n`è in abbondanza-assume anche un valore psicologico. Lo vediamo negli aspetti patologici, come l`anoressia e la bulimia, dove il cibo diventa strumento di ricatto o di rifiuto, quasi un simbolo del proprio rapporto con gli altri e con se stessi. Oggi ha acquisito un terzo nuovo valore: la responsabilità sociale. Si sta costantemente diffondendo la coscienza che le nostre abitudini alimentari influiscono sugli equilibri del pianeta e, di conseguenza, il consumo e la produzione di cibo non devono solo rispettare il gusto e le necessità economiche del Paese in cui viviamo, ma dovrebbero tener conto dell`impatto a livello globale. Sempre più persone con alto senso civile, soprattutto i giovani, sanno che fra le ingiustizie maggiori della Terra c`è quella alimentare: metà del globo si ammala a muore per troppo cibo e l`altra metà si ammala e muore per malnutrizione e fame. Il riequilibrio richiede che ognuno di noi assuma un atteggiamento consapevole: evitando la sovralimentazione, gli sprechi e soprattutto il consumo eccessivo di carne. Bastaun dato frai tanti: per alimentare i 3 miliardi di animali d`allevamento destinati a soddisfare il palato dei carnivori viene utilizzato un terzo dei prodotti agricoli mondiali, che potrebbero sfamare intere popolazioni. L`assurdo è che i carnivori si ammalano di più, e spesso muoiono a causa del loro tipo di alimentazione. La ricercascientifica sta individuando le molecole che influiscono sulla trasformazione delle cellule da sane amalate in molte malattie gravi, come il cancro. Sta inoltre scoprendo molecole che, al contrario, hanno unafunzione protettiva e sono tutte contenute nei vegetali. Ad esempio il licopene dei pomodori protegge dal cancro della prostata, l`indolo-tre-carbinolo contenuto nelle crucifere protegge dal cancro del seno, la catechina delle foglie del tè contribuisce a proteggere dal tumore alla pelle, al colon, al polmone, al seno e alla prostata, il resveratrolo contenuto nell`uvae nelvino rosso protegge da diversi tipi di tumori. Circa gli agrumi, già sapevamo che, grazie all`alto contenuto di polifenoli, sono capaci sia di agire direttamente sulle cellule tumorali, che di incrementare il potenziale anticancro di altre sostanze presenti nell`alimentazione. La novità sta negli antociani (le sostanze che danno il colore rosso alla verdure e alla frutta) che, nei modelli animali, allungano la vita e proteggono dall`obesità. Recentissimi studi stanno ora esplorando l`azione degli antociani delle arance rosse e stanno confermando che, per svolgere le loro funzioni, devono essere consumate al naturale. Le lavorazioni industriali disperdono i loro poteri. La genetica, svelando i misteri più intimi della natura attraverso lo studio del DNA, ci aiuta a riscoprire il suo ruolo di "protettore naturale" della nostra salute.

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